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How little do users read

24 Novembre 2008

Su una pagina web media durante una visita media, gli utenti leggono solo il 28% delle parole; probabilmente solo il 20%.

Sappiamo che l’utente internet non legge molto. Il text-scanning è un comportamento molto comune per gli utenti più istruiti; gli ultimi eyetracking studies di Jakob Nielsen confermano ulteriormente questa scoperta.

L’unica cosa che mancava era una formula matematica per quantificare esattamente quanto la gente legge online. Adesso, grazie a nuovi dati e Jakob Nielsen, c’è anche questa.

Lo Studio di ricerca

Per i dettagli completi consultate il seguente documento:
Harald Weinreich, Hartmut Obendorf, Eelco Herder, and Matthias Mayer: “Not Quite the Average: An Empirical Study of Web Use,” in the ACM Transactions on the Web, vol. 2, no. 1 (February 2008), article #5.

In questo studio, gli autori hanno attrezzato 25 browsers e registrato informazioni su tutto quello che gli utenti facevano durante le loro sedute web quotidiane. La cosa importante è, che gli utenti non dovevano fare niente di speciale – era tutto completamente naturale.

 

Una problematica della studie era il fatto che gli utenti avevano un’intelligenza oltre alla media. Alcuni di loro erano dipendenti dell’università. Ma comunque – a lungo termine – questo non dovrebbe comportare problemi. Se per esempio si confronta i dati del 2008, collezionati per il seminario Fundamental Guidelines for Web Usability con quelli di una studie simile del 2004, si scopre che il comportamento medio del 2008 è vicino a quello degli utenti più avanzati del 2004. Per questo – anche se Weinreich e i suoi colleghi hanno usato utenti high-end, il loro comportamento può essere interpretato come il comportamento dell’utente medio del prossimo futuro. Effettivamente gli autori hanno collezionato questi dati in 2005, quindi oggi sono già rappresentativi per l’utente medio.

 

In ogni caso, la ricerca ha portato risultati interessantissimi e il documento si merita di essere letto interamente.

 

Tra tante altre cose, gli autori hanno scoperto che il Back button (bottone indietro) ora è solo il terzo più importante feature nel web. Il click su hyperlinks rimane il feature più usato, ma cliccando bottoni (sulla pagina) ora ha superato il Back button ed è diventato il secondo feature più importante. Il motivo per questo sta nella prevalenza degli applicazioni e di siti web ricchi di features che richiedono all’utente di cliccare buttoni sulla pagina per accedere alle loro funzionalità.

 

Ma naturalmente, il Back button è sempre indispensabile per gli utenti e viene usato così frequentemente che rimane sempre una usability guideline molto forte. (Togliendo la funzione del Back button era l’errore di design #1 dell’anno 1999 e rimane uno degli errori più diffusi fino a oggi).

Il comportamento di lettura

Harald Weinreich ha fornito a Nielsen il dataset che contenente 59,573 page views.

Da questi dati, Nielsen ha tolto i seguenti records:

  • 10,163 page views (17%) che hanno durato meno di 4 secondi. In visite così corti l’utente non ha veramente “usato” la pagina
  • 2,615 page views (4%) che avevano una durata di più di 10 minuti. In questi casi l’utente probabilmente ha lasciato aperto il browser mentre faceva qualcos’altro.
  • 1,558 page views (3%) su pagine con meno di 20 parole. Queste pagine probabilmente erano errori del server o downloads interotti ecc.

Dopo questa “pulizia”, a Nielsen rimenavono 45,237 page views per la sua analisi.

Nielsen era capace di scrivere formule molto interessanti per descrivere il comportamento dell’utente su pagine da 30 – 1.250 parole. Per pagine più lunghe invece, il comportamento diventava molto irregolare. Pagine con tantissime parole comunque di solito non sono “vere” pagine – sono più documenti accademici o pagine con “termini & condizioni” quali non vengono letti molto attentamente. (In una ricerca per il libro Prioritizing Web Usability, si è scoperto che la gente legge solo il 10% del testo che dopo “accettano”).
Il seguente disegno mostra il tempo medio che gli utenti passano sulle pagine con diversa quantità di parole:

[lang_it]Ovviamente, utenti spendono più tempo su pagine con più informazioni. Ma la formula best-fit dice, che gli utenti passano solo 4.4 secondi in più per ogni 100 parole aggiuntive. Di solito si calcola una velocità di lettura di 200 parole a minuto (WPM), ma siccome questi utenti erano superiore alla media, Nielsen ha usato 250 WPM. A questa velocità gli utenti possono leggere 18 parole in 4.4 secondi. Questo significa, se si mette una quantità elevata di parole su una pagine, gli utenti leggono solo il 18%.

La percentuale del testo letto

Questa studie non è stato una studie eyetracking. Per questo motive non si sa precisamente come gli utenti hanno allocato il loro tempo. La formula del disegno precedente indica, che esiste un tempo fisso di ca. 25 secondi più altri 4.4 secondi per ogni 100 parole in più. (Ovviamente questi numeri non sono “fissi” nel senso che sono sempre gli stessi – sono medie).

La formular indica che la gente spende una parte del loro tempo per capire il layout della pagina , la navigazone e guardando le immagini. E’ evidente che la gente non legge ogni secondo della visita di una pagine.

Comunque, il tempo totale passato su una pagina web è definitivamente il limite superiore di possibili tempi di lettura. Quindi si potrebbe calcolare un ipotetico numero massimo di parole che l’utente sarebbe capace di leggere, se egli dedicarebbe l’intera durata della visita alla lettura.

Questa curva declina molto velocemente. Durante una visita media, gli utenti leggono la metà degli informazioni solo sulle pagine con 111 parole o meno.

Nel dataset completo, la pagina web media conteneva 593 parole. Così, mediamente, l’utente avrà tempo per leggere il 28% delle parole se dedica tutto il tempo a leggere. E’ più realistico presumere, che l’utente legge solo il 20% del testo di una pagina media.

Come esempio il conteggio parole di questo articolo: 1,082

Ovviamente, il visitatore medio non leggerà molto di questo articolo. E Nielsen come iBloom ha targetizzato un pubblico di elite molto ristretto e con affinità al tema usability. Se voi dovete targetizzare un pubblico più ampio oppure avete un ciclo di vendità da meno di 5 anni – siate saggi e mettete il vostro contatore parole a dieta.

Articolo originale da Jakob Nielsen – How little do users read

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