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	<title>i...bloog &#187; enterprise 2.0</title>
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		<title>Enterprise 2.0: funziona?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enterprise2.0]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ormai più di 2 anni che si parla di &#8220;Enterprise 2.0&#8243;: facciamo il punto su quali siano le strategie vincenti per chi intende impegnarsi in un progetto 2.0 a livello aziendale e, per questo, approfittiamo dell&#8217;articolo di Don Hinchcliffe: 14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail. L&#8217;autore vi elenca infatti le principali ragioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai più di 2 anni che si parla di &#8220;Enterprise 2.0&#8243;: facciamo il punto su quali siano le strategie vincenti per chi intende impegnarsi in un progetto 2.0 a livello aziendale e, per  questo, approfittiamo dell&#8217;articolo di Don Hinchcliffe: <a title="14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail" href="http://blogs.zdnet.com/Hinchcliffe/?p=718" target="_blank">14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail</a>.</p>
<p><span id="more-961"></span></p>
<p>L&#8217;autore vi elenca infatti le principali ragioni di insuccesso dei progetti 2.0 delle aziende, che vi riassumiamo in quattro principali fattori di criticità:</p>
<ul>
<li><strong>La scelta degli strumenti</strong>. Non esiste lo strumento perfetto ma solo un&#8217;infinità di soluzioni che dovranno essere adattate al budget, agli obliettivi ed ai limiti oggettivi dell&#8217;azienda. Lo strumento scelto è certo uno degli elementi dell&#8217;equazione che porterà alla riuscita ma non il più importante, dato che potrò sempre essere sostituito. E&#8217; invece importante non sprecare troppo tempo ed energie nel processo di scelta, e partire con la soluzione il più leggera possibile (per valutarla e/o&#8230; cambiarla). Tenete presente che gli strumenti più semplici sono anche i più facili da apprendere e quindi da diffondere.</li>
<li><strong>L&#8217;evangelizzazione</strong>. E&#8217; importantissimo trovare i modi migliori per promuovere le iniziative E2.0 e, soprattutto, per spiegarne i benefici ai più scettici. I  maestri dell&#8217;E2.0 sono coloro che faranno in modo di far superare ai progetti le&#8230; distanze tra i vari servizi business unit, altrimenti il progetto rischia di restare accantonato ad un solo dipartimento e di non essere condiviso dal resto dell&#8217;organizzazione.</li>
<li><strong>Gli attori</strong>. Molti ruoli possono essere coinvolti  in un&#8217;iniziativa E2.0. E&#8217; importante riuscire a recuperare gli  input di ognuno in modo ottimale e certo non penalizzante a riguardo delle attività più tradizionali.</li>
<li><strong>Obiettivi e monitoraggio</strong>.  I benefici dell&#8217;E2.0 si fanno sentire nel medio vedi lungo termine. Inutile quindi fissarsi obiettivi a partire dal primo mese o abbandonare dopo due anni di risultati poco significativi. Creare una dinamica 2.0 nelle aziende è un lavoro lungo, soprattutto per quanto riguarda il cambiamento delle abitudini di lavoro e delle mentalità. Non sperate quindi in miracoli dopo un trimestre: tutto sta nel gestire costi e risorse al meglio appunto su tempi lunghi  gratificando comunque rapidamente i collaboratori coinvolti, il cui impegno deve essere riconosciuto e valorizzato.</li>
</ul>
<p>Altro concetto che mi ha particolarmente sedotto in questo articolo è l&#8217;<strong>approccio empirico “</strong><em><strong>fail fast and often</strong></em><strong>”</strong>: fallire in fretta e spesso, in un mondo che ormai sembra in&#8230; fase beta, dove il trittico Probe-Sense-Respond è sempre più necessario.</p>
<p>Riporto anche questa immagine della curva di adozione, che trovo significativa:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-964" title="E2_success_pattern" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/E2_success_pattern.jpg" alt="E2_success_pattern" width="509" height="336" />Sempre sull&#8217;argomento, segnalo poi un altro articolo: <a title="The secret sauce to successful Enterprise 2.0 adoption" href="http://blog.contentmanagementconnection.com/Home/19945" target="_blank">The secret sauce to successful Enterprise 2.0 adoption</a>, di più difficile  sintesi ma che evidenzia gli stessi punti di criticità: <strong>riuscire a coinvolgere gli interlocutori giusti al momento giusto</strong>, <strong>non sottovalutare l&#8217;evangelizzazione/formazione</strong>, <strong>non confidare in un unico strumento</strong>, <strong>fissarsi obiettivi e strumenti di monitoraggio coerenti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Creare conversazione dentro e fuori l&#8217;azienda</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2009/05/creare-conversazione-dentro-e-fuori-lazienda/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 12:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[webmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[ibloom]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare conversazione dentro e fuori l’Azienda è il tema dell’evento a cui abbiamo partecipato venerdì scorso presso l’Università di Economia ad Ancona e organizzato dal Clubti Marche. Un pomeriggio di discussione e di approfondimento su Enterprise 2.0 e Social Media Marketing a cui non potevamo mancare. Ad aspettarci c’erano grandi esperti del settore e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Creare conversazione dentro e fuori l’Azienda</span> è il tema dell’evento a cui abbiamo partecipato venerdì scorso presso l’Università di Economia ad Ancona e organizzato dal <a href="http://www.clubtimarche.it/" target="_self">Clubti Marche</a>.</p>
<p>Un pomeriggio di discussione e di approfondimento su <a href="http://www.slideshare.net/stefanoepifani/enterprise-2-0-una-introduzione" target="_self">Enterprise 2.0</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing">Social Media Marketing</a> a cui non potevamo mancare.  Ad aspettarci c’erano <strong>grandi esperti</strong> del settore e le <strong>testimonianze</strong> di alcune Aziende che hanno fatto del Web2.0 un importante strumento di business.</p>
<p><span id="more-736"></span></p>
<p>Si sono aperte due tavole rotonde, moderate da <a href="http://www.linkedin.com/in/lucaconti?goback=.hom" target="_self">Luca Conti</a> a cui sono intervenuti:</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/stefanomainetti">Stefano Mainetti</a>, <em>Responsabile scientifico dell’Osservatorio Enterprise 2.0 del Politecnico di Milano</em>, che con molta chiarezza ha illustrato la situazione italiana allo stato dell’arte: <span style="text-decoration: underline;">le aziende italiane stanno investendo in maniera costante e continua sullo sviluppo di tecnologie  e sistemi capaci di aprire dialogo e conversazione </span>tra Azienda, partner e clienti.<br />
Il fenomeno ha subito una crescita importante proprio in questo anno di crisi e probabilmente, spiega Mainetti, le ragioni sono da imputare in parte, alla necessità dei manager e responsabili aziendali di studiare nuovi modelli e strumenti di comunicazione, e dall’altra, la risonanza che il social media marketing sta riscuotendo a livello mediatico ed internazionale.<br />
Nello scenario europeo ed internazionale il web 2.0 si fa e le Enterprise 2.0 esistono.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/pub/3/809/b07" target="_self">Giovanni Bellucci</a>, <em>Responsabile Architetture e Operation alla Indesit Company</em>,  ha presentato la <strong>rete Intranet</strong> del Gruppo.  A parte la soddisfazione di veder discusso un progetto a cui abbiamo preso parte, c’è stata la presa di coscienza dell’utilità che certi strumenti possono dare a chi l’Azienda la vive. Questa infrastruttura, spiega il Signor Bellucci, permette ai collaboratori delle diverse Aziende del Gruppo di approdare in un canale di comunicazione interno e distinto,  ma in ogni caso comune al gruppo; ed oggi  centinai di  dipendenti popolano questo ambiente, scambiandosi informazioni e curiosità, condividono documenti, report ed informazioni di vario genere.  Il valore aggiunto di ogni singolo post è esponenziale ed il background dei collaboratori è cresciuto.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/lucasimonelli">Luca Simonelli</a>, <em>Medisoft Manager</em>, e <a href="http://www.linkedin.com/in/maxardigo">Maximiliano Ardirgò</a>, <em>Trasformation Consultant IBM</em>, hanno arricchito la conversazione approfondendo il lato tecnico dell’Enterprise 2.0 con un focus sugli strumenti, potenzialità ed estensioni delle diverse piattaforme.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/simonebrunozzi">Simone Brunozzi</a>, <em>Europe Technology Evangelist Amazon</em>, ha presentato il tema Amazon Web Services discutendo delle tecnologie che oggi permettono e sostengono la funzionalità dei maggiori  e-commerce e social network interazionali.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/emanuelequintarelli">Emanuele Quintarelli</a>, <em>Partner &amp; Enterprise 2.0 strategist open knowledge</em>, ha dato un contributo teorico-pratico nella gestione e realizzazione di progetti 2.0.  Partendo da dati ufficiali sull’utilizzo, in costante crescita,  delle nuove tecnologie,  ha messo in luce pochi, ma essenziali, aspetti da tenere in considerazione nel momento in cui si decide di dare vita ad un progetto 2.0 (le slides le trovate <a href="http://www.slideshare.net/absolutesubzero/5-domande-per-un-progetto-enterprise-20?src=embed" target="_self">qui</a>):</p>
<p>-    <span style="text-decoration: underline;">definizione gli obiettivi</span>: vendere di più? Fidelizzare i clienti? Aumentare la brand awareness? Far parlare del brand?<br />
-    <span style="text-decoration: underline;">Condivisione</span> del progetto con gli alti dirigenti aziendali, chiarendo obiettivi, strategie e risorse da destinare<br />
-    Indentificazione degli elementi che possono rendere un progetto simile inefficiente e un’attenta <span style="text-decoration: underline;">valutazione delle prospettive di crescita e sviluppo</span> che possono derivare dalla collaborazione<br />
-    <span style="text-decoration: underline;">Pianificazione</span> dei contenuti: la partecipazione nelle community non è pilotata, ma spontanea e proporzionale all’interesse verso i contenuti<br />
-    <span style="text-decoration: underline;">Misurazione del ROI</span></p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/in/marcomassarotto">Marco Massarotto</a>, <em>fondatore e presidente di Hagakure</em>, ha presentato il tema delle PR on line, affrontando la spinosa questione della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Online_reputation_management"><strong>web reputation</strong></a>. Sono seguiti alcuni spunti di riflessione su strumenti e modalità attraverso cui veicolare informazioni in rete, viralità dei contenuti web, l’importanza del singolo blogger e l’impatto del network.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/pub/4/282/b95">Francesco Verdinelli</a>, <em>Combo europe Marketing Manager</em>, ha portato in sala l’esperienza di una realtà marchigiana che un po’ per propensione dei manager,  e un po’, per predisposizione del prodotto, da anni ha intrapreso la strada del dialogo e dell’<strong>interazione con i suoi utenti</strong>.<br />
Video virali, post, commenti, eventi ed attività sul punto vendita hanno creato la giusta sinergia per la “creazione” di una <strong>community</strong> attiva e popolata, attenta ed aperta al dialogo.</p>
<p>Internet è ormai un fenomeno sociale, quindi ogni giorno vediamo una maggiore consapevolezza sull’argomento da parte da parte delle Aziende, rispetto a qualche anno fa.<br />
Anche se dal punto di vista imprenditoriale è ancora forte la paura di non sapersi adattare ad un nuovo modello di business, per molti versi vediamo segnali di controtendenza. Parlare di social media marketing, in senso stretto, è ancora difficile, ma l’interesse verso i nuovi strumenti di comunicazione per le Aziende, come i corporate blog, è crescente.<br />
A nostro favore abbiamo dieci anni di esperienza sul campo, una passione che va oltre l’aspetto professionale e diversi casi di successo da portare a  supporto delle nostre argomentazioni.<br />
La strada che porta verso la consapevolezza diffusa che Internet, con tutte le sue sfaccettature, sia un strumento di business efficiente è ancora lunga da percorrere, ma noi siamo pronti  a discutere sulle nuove modalità di fruizione e consumo dell’informazione, dei nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione e dei progetti che abbiamo realizzato; quindi se volete approfondire l’argomento non vi resta che contattarci.</p>
<p>Sfruttiamo l’occasione, per  ringraziare il <a href="http://www.clubtimarche.it/">Clubti Marche</a> ed<a href="http://www.e-xtrategy.net/"> E-xtrategy </a>che hanno organizzato l’evento, <a href="http://www.linkedin.com/in/lucaconti?goback=.hom" target="_self">Luca Conti</a> e gli <a href="http://clubtimarche.ning.com/page/speaker-1">speakers</a> per averci regalato questo momento di confronto e di approfondimento.</p>
<p>Prestissimo, troverete anche l’approfondimento sul continuo della giornata: iBloom era presente alla <a href="http://www.girlgeekdinnersmarche.com/home/">Girl Geek Dinners Marche</a>, della quale intanto potete vedere il<a href="http://www.gomarche.it/notizia.php?id=36087"> video </a>appena pubblicato da <a href="http://www.gomarche.it/" target="_self">gomarche</a>.</p>
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