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		<title>Happy birthday www!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[20 anni, oggi il World Wide Web, quel progetto globale  basato sull’idea di ipertesto concepito da  Tim Berners-Lee (e Robert Cailliau, ricordiamo anche lui&#8230; ) compie 20 anni. E chiaramente si legge di tutto e di più in merito, e si può seguire la diretta web a reti unificate  della conferenza che il suo papà Tim Berners-Lee sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1544" title="hbweb" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/hbweb.jpg" alt="" width="150" height="47" />20 anni, oggi il <strong>World Wide Web, </strong>quel progetto globale  basato sull’idea di ipertesto concepito da  <strong><a title="Tim Berners Lee" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank">Tim Berners-Lee</a></strong> (e <strong><a title="Robert Cailliau" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Cailliau" target="_blank">Robert Cailliau</a></strong>, ricordiamo anche lui&#8230; ) compie 20 anni.</p>
<p><span id="more-1531"></span></p>
<p>E chiaramente si legge di tutto e di più in merito, e si può seguire la diretta web a reti unificate  della conferenza che il suo papà Tim Berners-Lee sta tenendo a Roma, al Tempio di Adriano, dal titolo  &#8221;<strong>Happy birthday web</strong>&#8221; (vedi ad esempio il <a title="Il web festeggia 20 anni" href="http://videochat.corriere.it/index_H2402.shtml?1321217357=" target="_blank">Corriere della sera</a> - e lo sto facendo mentre scrivo).</p>
<p>Preferisco quindi astenermi dal tracciare l&#8217;ennesima &#8216;storia&#8217; del WWW ma, con piacere, riporto invece un post trovato in rete, per caso, che esprime perfettamente il mio pensiero.</p>
<p>E  come l&#8217;autore stesso suggerisce, certe riflessioni è importante diffonderle e condividerle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<h2><em>20 anni di World Wide Web</em></h2>
<p><em>Buon compleanno. Sono già passati 20 anni da quando <strong><a title="Tim Berners-Lee" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank">Tim Berners-Lee</a></strong> propose un progetto globale basato sull’idea di ipertesto, noto a tutti con il nome di <strong>World Wide Web</strong>. Lo fece assieme a <strong><a title="Robert Cailliau" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Cailliau" target="_blank">Robert Cailliau</a></strong>, il cui nome stranamente non ha avuto quasi mai altrettanto risalto mediatico.</em></p>
<p><em>Riassumere quanto accaduto in questi 20 anni è un’impresa difficile: come sempre si rischia di cadere nella retorica stantia delle grandi occasioni. Bisognerebbe abusare ancora una volta del termine “rivoluzione”, che per certi versi é perfino insufficiente a descrivere i grandi cambiamenti cognitivi, semantici, sociali, culturali, informativi introdotti dalla tripla W.</em></p>
<p><em>E’ cambiato il modo in cui lavoriamo, guardiamo al mondo, ci informiamo, partecipiamo alla vita pubblica e collettiva, gestiamo il nostro tempo libero e quello invece dedicato alla nostra professione. I nostri acquisti, i nostri comportamenti di consumo. La nostra dieta mediatica: sì, perché non vi è medium che non sia stato influenzato dalla “rete”, intesa come concetto cognitivo. Se quindi i sistemi di rappresentazione della realtà sociale sono cambiati, si è modificato – in un regime di reciproca interdipendenza e influenza – anche il modo in cui costruiamo la nostra visione <a href="http://www.etimo.it/?term=politica" target="_blank">politica</a> del mondo. Politica, da polis (città): quindi spazio comune. L’immaginazione di un nuovo spazio comune ha portato a nuove forme di <a href="http://www.segnalezero.com/social-media-cambiamento-sociale/">partecipazione politica</a>, nate nel momento in cui il Web diventa mezzo che coadiuva molte persone a pensare a un “altrimenti”.</em></p>
<p><em>Sono cambiati anche i rapporti di potere, i meccanismi attraverso cui la rappresentanza politica prende corpo. Prima di scrivere questo post, scorrendo tra i titoli presenti nel mio studio, mi è caduto l’occhio sugli ottimi “<a href="http://www.amazon.it/Politica-2-0-Blog-Facebook-Wikileaks/dp/8857504980/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1321096326&amp;sr=8-1">Politica 2.0. Blog, Facebook, Wikileaks: ripensare la sfera pubblica</a>” di <strong>Antonio Tursi </strong>e su “<a href="http://www.amazon.it/Obama-politica-nellera-Facebook-Tempi/dp/8831796089/ref=sr_1_2?ie=UTF8&amp;qid=1321096326&amp;sr=8-2">Obama. La politica nell’era di Facebook</a>” di <strong>Giuliano da Empoli</strong>. Ma mentre scrivo già mi viene in mente “<a href="http://www.amazon.it/democrazia-internet-dellintelligenza-collettiva-universit%C3%A0/dp/8860874297/ref=pd_sim_b_1">La democrazia nell’era di Internet. Per una politica dell’intelligenza collettiva</a>” di <strong>Luca Corchia</strong>, che merita certamente una citazione (e un’attenta lettura, e ovviamente questo vale per tutti e tre i titoli).</em></p>
<p><em>Dal mio punto di vista, la mutazione dei rapporti di potere, consenso, consumo sono i tre fenomeni attualmente più importanti a livello di Web.</em></p>
<p><em>Quindi politica, comunicazione, marketing/economia.</em></p>
<p><em>Se è vero che da uno scenario <strong>mass mediatico</strong> ci stiamo spostando molto velocemente a un’era fatta di<strong>personal media</strong> e messaggi altamente personalizzati, è altrettanto importante ricordare che con la stessa rapidità una fetta sempre più ampia della popolazione mondiale sta facendo sentire la propria voce, e preme perché determinate dinamiche tipiche delle <strong>reti sociali digitali</strong> diventino elemento attivo del processo decisionale politico ed economico.</em></p>
<p><em>In tutto questo intravedo una linea evolutiva ben chiara, che potrebbe essere riassunta nella formula “<strong>dall’E-Gov al We Gov</strong>”. Giorno dopo giorno, accelera il processo per cui, anche grazie all’apporto informativo/comunicativo/antropologico/sociale delle nuove tecnologie interattive, aumenta la consapevolezza della necessità del <strong>superamento delle forme di rappresentanza attuali</strong>.</em></p>
<p><em>Ovviamente ci sono interessi diversi in gioco: da un lato quelli di pochi, dall’altro il Bene Comune. Da qui l’oscillazione tra il tentativo di costruire una “democrazia oligarchica” e la sempre più ampia richiesta di una “democrazia partecipativa”.</em></p>
<p><em>Che si parli di politica, di marketing, di comunicazione, di media, di società la sfida rimane la stessa. Vent’anni di Web hanno portato maggiori libertà cognitive, politiche e sociali. Ma hanno significato anche maggiori concentrazioni di potere, e soprattutto la messa in opera di un cantiere virtuale che pensa la fruizione della Rete come un percorso sempre più eterodiretto. Customizzazione di massa: puoi scegliere template e colori, hai mille possibilità di personalizzare il tuo profilo sui social network, ma di fatto resti incluso in un enorme casellario digitale. Sembra quasi una particolare declinazione del modello <strong>App Store</strong>, dove le apps siamo noi e la merce in vendita non è uno <strong>Shazam</strong> qualsiasi, ma il nostro tempo, il nostro consenso, le nostre opinioni.</em></p>
<p><em>Lo spirito libertario della Rete delle origini si è scontrato con la costruzione di ampi recinti digitali. I grandi social network mondiali ne sono l’esempio più lampante, ma non dimentichiamo Google, il grande filtro tra noi e le informazioni del mondo.</em></p>
<p><em>Se si guarda a questi colossi, e li si legge in controluce, si può capire come il loro sviluppo scrive già oggi le linee guida che regoleranno da qui in avanti la costruzione dell’esperienza digitale.</em></p>
<p><em>Spesso mi capita di descrivere tale esperienza – l’Esperienza di Esserci in Rete – in questi termini: “può essere un safari o una gita a Gardaland”. Ossia, può essere l’esplorazione di un territorio per la maggior parte vergine, fatto di contenuti e di riflessione continua su quei contenuti. Può essere un’escursione nel Grande Cervello del Mondo a caccia di informazioni e relazioni che creano valore aggiunto nella nostra vita. Può essere il modo in cui decidiamo di autodeterminarci. Oppure può essere il modo in cui barattiamo buona parte della nostra esistenza, del nostro tempo, delle nostre percezioni in cambio di un minimo quanto fittizio riconoscimento sociale.</em></p>
<p><em>E’ questa la grande sfida che ci attende, nei prossimi 20 anni. Sto parlando di tutti noi, con particolare attenzione a chi nel Web ci lavora, e quindi si presume essere dotato di una certa consapevolezza, utile a fare quella formazione necessaria affinché questa riflessione sul rischio tecnocratico sia condivisa da quante più persone possibile.</em></p>
<p><em>Quindi, Happy Birthday Web! Spero di ritrovarmi qui, il 14 novembre 2031, tra 20 anni, a scriverti che non abbiamo scelto il parco divertimenti, ma il safari avventuroso. E a dirti che ce l’abbiamo fatta.</em></p>
<p><em>da<strong> <a title="segnalezero" href="http://www.segnalezero.com/20-anni-world-wide-web/" target="_blank">segnalezero</a></strong>, Blog a cura di Piero Babudro</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>A quando il vostro prossimo safari? <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stop ai numeri Skype italiani. Migliaia di utenti senza voce.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scopriamo questa mattina: i numeri Skypein non funzionano più, costrette quindi a emigrare (virtualmente) per impostarne uno. Cerchiamo di capire, e tra le varie fonti troviamo questo articolo di Alessandro Longo, apparso su Repubblica, che riportiamo integralmente. I commenti sono inutili. Clamoroso provvedimento di Eutelia, che gestisce i prefissi nazionali per il gigante VoIP: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1526" title="skype_bloked" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/skype_bloked.jpg" alt="skype bloked" width="200" height="200" /><em>Lo scopriamo questa mattina: i numeri <strong>Skypein</strong> non funzionano più, costrette quindi a emigrare (virtualmente) per impostarne uno. Cerchiamo di capire, e tra le varie fonti troviamo questo articolo di Alessandro Longo, apparso su <strong>Repubblica</strong>, che riportiamo integralmente. I commenti sono inutili.</em></p>
<p><span id="more-1524"></span></p>
<p><strong>Clamoroso provvedimento di Eutelia, che gestisce i prefissi nazionali per il gigante VoIP: l&#8217;operatore, in amministrazione straordinaria, non riesce ad adeguarsi alle richieste del ministero e disattiva le linee.</strong></p>
<p>DECINE DI MIGLIAIA di utenti italiani che hanno un numero Skype sono senza telefono: da ieri non funzionano più le numerazioni con prefisso italiano dell&#8217;operatore VoIP, e quindi gli utenti non possono più usarli per fare o ricevere chiamate. Il motivo è una bega che coinvolge anche il ministero dello Sviluppo Economico e l&#8217;operatore Eutelia.</p>
<p>L&#8217;evento ha colto di sorpresa la stessa Skype e a maggior ragione gli utenti di quei numeri. Tra loro molte aziende, che li usavano per ricevere telefonate da tutto il mondo. Adesso niente, è come se quei numeri non esistessero più: Eutelia, che li forniva a Skype, li ha staccati dalla rete italiana. &#8220;Aiuto, sto perdendo lavoro, ho ancora problemi con il numero&#8221;, è uno degli appelli  che si leggono sulla community dell&#8217;azienda VoIP.</p>
<p>È l&#8217;esito peggiore che si poteva immaginare di una vicenda partita quest&#8217;estate: secondo la normativa italiana (come in altri Paesi europei), è possibile usare un numero solo all&#8217;interno del distretto geografico corrispondente. Gli 06 solo a Roma, per esempio. È solo una formalità: gli altri operatori VoIP risolvono scaricando la responsabilità sull&#8217;utente. Al momento dell&#8217;attivazione del numero, gli fanno sottoscrivere una dichiarazione (sul web) secondo cui l&#8217;utente s&#8217;impegna a non usare il numero al di fuori del proprio distretto.</p>
<p>Skype però non si era premunita in questo modo e così era incorsa nella scure ministeriale. Il ministero dello Sviluppo Economico aveva dato un ultimatum a Skype: o adegui i tuoi numeri alla normativa italiana o li dovremo disattivare. Il termine era fine agosto, poi prorogato al 30 settembre. Skype non è riuscita ad accordarsi con Eutelia, per adeguarsi alla normativa, complice il fatto che quell&#8217;operatore è in amministrazione controllata.</p>
<p>La situazione è precipitata il 29 settembre e oggi Eutelia conferma: in ottemperanza al provvedimento del ministero dello Sviluppo Economico &#8220;ha provveduto alla disattivazione delle numerazioni geografiche di cui essa è titolare ed attraverso le quali Skype ha fino ad oggi potuto erogare i servizi agli utenti finali&#8221;, si legge in una nota dello stesso operatore.</p>
<p>Skype è stata colta alla sprovvista, anche perché la disattivazione è arrivata prima della scadenza della proroga, quando ancora l&#8217;azienda sperava di riceverne un&#8217;altra. Skype del resto aveva già provveduto ad accordarsi con un altro fornitore di numeri in Italia, Uno Communications, sulla cui rete era pronta a migrare quelli prima forniti da Eutelia. Una soluzione che avrebbe permesso agli utenti di conservare i propri numeri, senza disagi. Adesso sarà difficile riuscirci: quei numeri sono tornati risorse disponibili sulla rete e quindi potranno essere assegnati ad altri. E&#8217; forte ora il rischio, quindi, che gli utenti Skype perdano per sempre il proprio numero.</p>
<p>L&#8217;Italia è proprio una fonte di grattacapi, in questi giorni, per il gigante del VoIP. Qualche giorno fa il provider milanese Messagenet ha presentato un esposto all&#8217;Antitrust europea obiettando all&#8217;acquisizione di Skype da parte di Microsoft. Chiede che Microsoft non integri il programma VoIP nei propri software e che qualsiasi utente possa chiamare via internet quelli di Skype. Adesso questo è un sistema chiuso, invece, che permette chiamate e messaggi gratuiti solo tra i propri utenti. Se l&#8217;Antitrust dovesse accogliere le richieste di Messagenet, sarà un brutto colpo per il gigante del VoIP: perderebbe la propria posizione di vantaggio sui concorrenti, tra cui c&#8217;è la stessa Messagenet.</p>
<p><strong><em>Alessandro Longo, <a title="Stop ai numeri Skype italiani. Migliaia di utenti senza voce." href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/30/news/disattivati_i_numeri_skype_italiani-22494821/?ref=HREC2-6" target="_blank">Stop ai numeri Skype italiani. Migliaia di utenti senza voce</a>.</em></strong></p>
<p><em>E questa era l&#8217;<a title="Skype numero on line" href="http://www.skype.com/intl/it/features/allfeatures/online-number/" target="_blank">offerta Skype</a>, da cui l&#8217;Italia è ormai esclusa. Fine.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>bye Steve</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 08:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[technology]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano&#8221;. Questo il comunicato che si legge sulla home page del sito americano della Apple.: Steve Jobs è deceduto a 56 anni. &#8220;Io e Michelle siamo molto addolorati per la notizia della morte di Steve Jobs. Steve era uno dei più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1513 alignright" title="steve jobs" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/steve.jpg" alt="" width="250" height="212" />&#8220;Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano&#8221;. Questo il comunicato che si legge sulla home page del sito americano della <a href="http://www.apple.com/stevejobs/" target="_blank">Apple</a>.: Steve Jobs è deceduto a 56 anni.</p>
<p><span id="more-1512"></span>&#8220;<em>Io e Michelle siamo molto addolorati per la notizia della morte di Steve Jobs. Steve era uno dei più grandi inventori americani: coraggioso per pensare in modo diverso, audace per credere di poter cambiare il mondo e talentuoso per poterlo fare.</em>&#8221;  - <strong>Barack Obama</strong></p>
<p><em>&#8220;Steve, grazie per essere stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che ciò che costruiamo può cambiare il mondo. Mi mancherai .&#8221;  - <strong>Mark Zuckerberg </strong>(PDG de Facebook)</em></p>
<p>&gt;<em>&#8220;Il mondo vede di rado persone  che hanno un&#8217;influenza importante come quella che Steve ha avuto. I suoi effetti si faranno sentire ancora per più generazioni.&#8221; - <strong>Bill Gates</strong> (fondatore Microsoft)</em></p>
<p><em> &#8221;Il suo spirito innovatore ed i suoi notevoli successi resteranno nelle memorie ai quattro angoli del mondo.&#8221; - <strong>G. S. Choi</strong> (patron di Samsung Electronics)</em></p>
<p><em></em><em>&#8220;Stasera l&#8217;America ha perso un genio di cui ci risi ricorderà come di Edison e Einstein, e le cui idee modelleranno il mondo per più generazioni&#8221; - <strong>Michael Bloomberg</strong> (sindaco New York)</em></p>
<p><em></em><em>&#8220;La sua eredità andrà bel oltre i prodotti che creato e le attività che ha realizzato. Vivrà grazie ai milioni di persone che ha ispirato, le vite che cambiato, la cultura che ha definito.&#8221; - <strong>Robert Iger </strong>(direttore generale di Walt Disney)</em></p>
<p><em>&#8220;L&#8217;era digitale ha perso la sua stella , ma l&#8217;inventiva e la creatività di Steve continueranno ad ispirare generazioni di sognatori e pensatori.&#8221; - </em><strong>Howard Stringe</strong><em>r, PDG di <strong>Sony</strong></em></p>
<p><em></em><em>&#8220;Un visionario vede cose che gli altri pensano impossibili, immagina un mondo che gli altri non possono immaginare.&#8221; - <strong>Spike Lee</strong> (regista) </em></p>
<p>Su <strong>Google</strong> america, sotto la barra di ricerca una semplice mesione: &#8220;Steve Jobs, 1955-2011&#8243;. Su <strong><a href="http://twitter.com/#%21/search/%23SteveJobs" target="_blank">Twitter </a></strong>e  <strong><a href="https://www.facebook.com/search.php?q=steve%20jobs&amp;init=quick&amp;tas=0.013505562838724061" target="_blank">Facebook</a></strong> utenti di tutto il mondo ricordano Steve usando la hashtag <a href="http://twitter.com/#%21/search/%23SteveJobs" target="_blank">#stevejobs</a>.</p>
<p>Chi volesse manifestare il proprio pensiero, può farlo inviando un messaggio all’indirizzo <a href="mailto: rememberingsteve@apple.com">rememberingsteve@apple.com</a>.</p>
<p>Stay hungry, Stay foolish. Thanks Steve.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/oObxNDYyZPs" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/wfEqf4vLmbY" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Censura di Wikipedia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
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		<category><![CDATA[DDL intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>
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		<description><![CDATA[La censura di Wikipedia è stata applicata già in vari paesi, ora anche l&#8217;Italia è nel elenco&#8230;  Non ho più parole per quel che sta succedendo perciò mi limito a riportare quel che si dice su Wikipedia &#8211; quello inglese e quello italiano. Gli amministratori della versione italiana di Wikipedia hanno deciso di interrompere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/wikipedia.jpg" rel="lightbox[1498]"><img class="alignright size-full wp-image-1499" title="Wikipedia" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/wikipedia.jpg" alt="Wikipedia" width="147" height="154" /></a>La censura di Wikipedia è stata applicata già in vari paesi, ora anche l&#8217;Italia è nel elenco&#8230;  Non ho più parole per quel che sta succedendo perciò mi limito a riportare quel che si dice su Wikipedia &#8211; quello inglese e quello italiano. Gli amministratori della versione italiana di Wikipedia hanno deciso di interrompere il servizio come protesta contro la <strong>comma 29</strong> del cosiddetto <strong>DDL intercettazioni. Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</strong> </p>
<p><span id="more-1498"></span></p>
<h1>Da Wikipedia Italia</h1>
<p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c&#8217;è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.</p>
<p>Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.</p>
<p>Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal <strong>comma 29</strong> del cosiddetto <strong>DDL intercettazioni</strong>.</p>
<p>Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l&#8217;obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che <em>il richiedente</em> giudichi lesivo della propria immagine.</p>
<p>Purtroppo, la valutazione della &#8220;lesività&#8221; di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all&#8217;opinione del soggetto che si presume danneggiato.</p>
<p>Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — <strong>indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive</strong> — di chiedere l&#8217;introduzione di una &#8220;rettifica&#8221;, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.</p>
<p>In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che <strong>Wikipedia non ha una redazione</strong>) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei <em>rarissimi</em> casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l&#8217;intera pagina è stata rimossa.</p>
<p>L&#8217;obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal <em>comma 29</em>, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell&#8217;<em>Enciclopedia libera</em> e ne paralizza la modalità <em>orizzontale</em> di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l&#8217;abbiamo conosciuta fino a oggi.</p>
<p>Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell&#8217;onore e dell&#8217;immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall&#8217;articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.</p>
<p>Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all&#8217;arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per &#8220;non avere problemi&#8221;.</p>
<p><strong>Vogliamo poter continuare a mantenere un&#8217;enciclopedia libera e aperta a tutti. La <em>nostra</em> voce è anche la <em>tua</em> voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?</strong></p>
<p><em>Gli utenti di Wikipedia</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo Articolo 27<br />
</strong>«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il <a href="http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0038530.pdf&amp;back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D1415-B%26leg%3D16%26tab%3D2%26stralcio%3D%26navette%3D" rel="nofollow"><span style="color: #ff0000;">Disegno di legge &#8211; Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc.</span></a>, p. 24, alla lettera <em>a)</em> del comma 29 recita:<br />
</strong>«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»</span><br />
 </p>
<h1>Censurship of Wikipedia</h1>
<p>On October 4, 2011, following a decision adopted by the community, the contents of the <a title="Italian Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Wikipedia">Italian version of Wikipedia</a> were hidden and the website was blocked by its administrators, as a protest against paragraph 29 of the &#8220;<em>DDL intercettazioni</em>&#8221; (Wiretapping Bill).<sup id="cite_ref-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Censorship_of_Wikipedia#cite_note-0">[1]</a></sup> The proposed bill would empower anyone who believes themselves to have been offended by the content of a web site to enforce publication of a reply, uneditable and uncommented, on the same web site, within 48 hours and without any prior evaluation of the claim by a judge or to face a €12,000 fine.</p>
<p>All pages on the Italian version of Wikipedia are redirecting to a statement opposing the proposed legislation.<sup id="cite_ref-1"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Censorship_of_Wikipedia#cite_note-1">[2]</a></sup> The statement is available in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" rel="nofollow">Italian</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/en" rel="nofollow">English</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/fr" rel="nofollow">French</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/es" rel="nofollow">Spanish</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/de" rel="nofollow">German</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/he" rel="nofollow">Hebrew</a>, and <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011/hr" rel="nofollow">Esperanto</a>.</p>
<p>Italy is listed as engaged in selective Internet filtering in the social area and no evidence of filtering was found in the political, conflict/security, and Internet tools areas by the <a title="OpenNet Initiative" href="http://en.wikipedia.org/wiki/OpenNet_Initiative">OpenNet Initiative</a> in December 2010.<sup id="cite_ref-30"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-30">[31]</a></sup></p>
<p>Currently internet filtering in Italy is applied against child pornography,<sup id="cite_ref-reuters01_31-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-reuters01-31">[32]</a></sup> gambling, and some P2P web-sites. Starting in February 2009, <a title="The Pirate Bay" href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Pirate_Bay">The Pirate Bay</a> website and <a title="IP Address" href="http://en.wikipedia.org/wiki/IP_Address">IP Address</a> are unreachable from Italy,<sup id="cite_ref-32"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-32">[33]</a></sup> blocked directly by <a title="Internet Service Providers" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_Service_Providers">Internet Service Providers</a>. A controversial verdict issued by the Court of Bergamo and later confirmed by the Supreme Court, allowed the blocking, stating that it was useful in order to prevent copyright infringement. Pervasive filtering is applied to gambling websites that do not have a local license to operate in Italy.<sup id="cite_ref-33"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-33">[34]</a></sup></p>
<p>Several legal tools are in development to monitor and censor Internet access and content.<sup id="cite_ref-34"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-34">[35]</a></sup> Examples include the Romani law, a special law proposed by parliament after Facebook cases of a group against Prime Minister Berlusconi.</p>
<p>An <a title="Anti-terrorism legislation" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anti-terrorism_legislation">anti-terrorism law</a>, amended in 2005 by then-<a title="Italian Minister of the Interior" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Italian_Minister_of_the_Interior">Minister of the Interior</a><a title="Giuseppe Pisanu" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Pisanu">Giuseppe Pisanu</a> after the terrorists attacks in <a title="2004 Madrid train bombings" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2004_Madrid_train_bombings">Madrid</a> and <a title="7 July 2005 London bombings" href="http://en.wikipedia.org/wiki/7_July_2005_London_bombings">London</a>,<sup id="cite_ref-espresso02_35-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-espresso02-35">[36]</a></sup> restricts the opening of new <a title="Hotspot (Wi-Fi)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hotspot_(Wi-Fi)">Wi-Fi Hotspots</a>.<sup id="cite_ref-camera01_36-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-camera01-36">[37]</a></sup> Interested entities must first apply for permission to open the Hotspot at the local <a title="Polizia di Stato" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Polizia_di_Stato">Police Headquarters</a>.<sup id="cite_ref-camera01_36-1"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-camera01-36">[37]</a></sup><sup id="cite_ref-tomshardware01_37-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-tomshardware01-37">[38]</a></sup> The law requires potential hotspot users to present an <a title="Identity document" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Identity_document">identity document</a>.<sup id="cite_ref-camera01_36-2"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-camera01-36">[37]</a></sup><sup id="cite_ref-tomshardware01_37-1"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-tomshardware01-37">[38]</a></sup> This has inhibited the opening of hotspots across Italy,<sup id="cite_ref-espresso02_35-1"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-espresso02-35">[36]</a></sup> with the number of hotspots 5 times lower than France and lead to an absence of <a title="Municipal wireless network" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Municipal_wireless_network">Municipal wireless networks</a>.<sup id="cite_ref-espresso02_35-2"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-espresso02-35">[36]</a></sup> A <a title="Bill (proposed law)" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bill_(proposed_law)">proposed law</a> should facilitate the opening of and access to Wi-Fi Hotspots, although it is not clear how this would be accomplished.<sup id="cite_ref-puntoinformatico01_38-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-puntoinformatico01-38">[39]</a></sup> In 2009, only 32% of Italian Internet users have Wi-Fi access.<sup id="cite_ref-corriere02_39-0"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Italy#cite_note-corriere02-39">[40]</a></sup></p>
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		<title>Se anche il cloud combatte l&#8217;evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 06:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[technology]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24Ore]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo pubblicato da Il Sole 24ORE il 20.09.11, riguardante un&#8217;interessante applicazione del &#8216;cloud&#8216;. Con questo termine si indicano un insieme di tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di un servizio offerto al cliente, di memorizzare/archiviare e/o elaborare dati (tramite CPU o software) grazie all&#8217;utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in Rete (cloud computing &#8211; Wikipedia). Una proposta, quella di Francesco Sacco, che sarebbe certo risolutiva nel&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo pubblicato da<strong> Il Sole 24ORE</strong> il 20.09.11, riguardante un&#8217;interessante applicazione del &#8216;<strong>cloud</strong>&#8216;.</em></p>
<p><em><span id="more-1484"></span>Con questo termine si indicano un insieme di tecnologie che permettono, tipicamente sotto forma di un servizio offerto al cliente, di memorizzare/archiviare e/o elaborare dati (tramite CPU o software) grazie all&#8217;utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in Rete (<a title="Cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">cloud computing</a> &#8211; Wikipedia).<br />
Una proposta, quella di Francesco Sacco, che sarebbe certo risolutiva nel&#8230; panorama attuale.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1489" title="500px-Cloud_computing.svg" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/500px-Cloud_computing.svg_.png" alt="Cloud_computing" width="500" height="453" />&#8220;L&#8217;evasione dell&#8217;Iva? Perché non spostare nel cloud le fatture. Perché non creare un ambiente digitale, magari gestito dall&#8217;Agenzia delle entrate, dove caricare le fatture online. Premiare chi trasmette digitalmente gli ordini di pagamento. Non ci sarebbe più evasione, diventerebbe chiaro alla collettività chi paga e chi non paga. Qualcuno solleverà un problema di privacy ma non parliamo di sesso ma dei nostri acquisiti&#8221;.</p>
<p>Una provocazione ma neanche più di tanto quella di Francesco Sacco, managing Director di EntER Bocconi intervenuto alla convengo «Con la testa tra le nuvole» nell&#8217;ambito di Social media week.</p>
<p>Tema di questo convegno, organizzato con la collaborazione di Nova24 Il Sole 24Ore è stato il cloud computing, il &#8220;nuovo&#8221; paradigma dell&#8217;informatica di cui si sente parlare da sei anni ma solo negli ultimi dodici mesi si è concretizzato anche in Italia con offerte articolate da parte dei grandi player di tecnologia e telco (da Google a Telecom Italia). Complice del ritardo l&#8217;abbuffata di tecnologia degli anni Ottanta che ha reso almeno in Italia molte aziende poco sensibili alle nuove frontiere informatiche. Ma soprattutto l&#8217;attuale crisi che ha condizionato il portafoglio di investimenti. Eppure, la promessa del cloud è ambiziosa quanto reale: fornire servizi, applicazioni, capacità di calcolo, insomma quell&#8217;informatica che fino a pochi anni fa entrava nei computer sotto forma di dischetto ottico, attraverso la rete e in modalità on demand. Una informatica che si paga al consumo e che entra direttamente nelle aziende come l&#8217;energia elettrica nelle case.</p>
<p>Punto nevralgico è proprio la rete, la banda larga: &#8220;Come spesso accade, occorre modernizzare al più presto la rete – commenta Sacco -. Le aste per Lte stanno andando bene, speriamo che con i soldi che arriveranno si potranno migliorare in fretta i servizi&#8221;. &#8220;C&#8217;è una economia che ha bisogno di infrastrutture – gli fa eco Leandro Agrò, Global Director User Experience di Publicis Healthware International -. Quello che sta succedendo in Italia, la mancanza di crescita, si verifica quando non hai più le risorse per lanciare nuovi servizi, quando in definitiva si rinuncia ad innovare&#8221;.</p>
<p><em><strong>Luca Tremolada, <a title="Se anche il cloud combatte l'evasione fiscale" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-09-20/anche-cloud-combatte-evasione-202835.shtml?uuid=AaB1v95D" target="_blank">Se anche il cloud combatte l&#8217;evasione fiscale</a></strong></em></p>
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		<title>7 esempi per migliorare la Usability del sito web</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/7-esempi-per-migliorare-la-usability-del-sito-web/</link>
		<comments>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/7-esempi-per-migliorare-la-usability-del-sito-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 21:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
				<category><![CDATA[usability]]></category>
		<category><![CDATA[eye-tracking]]></category>
		<category><![CDATA[mashable]]></category>
		<category><![CDATA[usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un tema che mi è sempre stato sul cuore&#8230;. creare dei siti web usabili! Quanti siti si vedono&#8230; allucinazioni di web designers con troppa fantasia che fanno scappare oltre ai motori di ricerca anche gli utenti, scappando via dopo aver cercato disperatamente di capire COME FUNZIONANO! La bellezza non è tutto. Ma un sito usabile può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1469" title="Userfriendly Websites" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/4273036140_206c951e55-200x200.jpg" alt="Userfriendly Websites" width="200" height="200" />Un tema che mi è sempre stato sul cuore&#8230;. creare dei siti web usabili! Quanti siti si vedono&#8230; allucinazioni di web designers con troppa fantasia che fanno scappare oltre ai motori di ricerca anche gli utenti, scappando via dopo aver cercato disperatamente di capire COME FUNZIONANO! La bellezza non è tutto. Ma un sito usabile può essere anche bello &#8211; senz&#8217;altro.<br />
Ho trovato un articolo molto utile sul sito di <a title="Mashable" href="http://mashable.com/2011/09/12/website-usability-tips/">Mashable</a>. Insieme con <a title="join.me" href="http://secure.join.me/default.aspx?originid=75088&amp;wt.mc_id=17476">join.me</a> hanno fatto una serie di posts sull&#8217;usabilità dei siti web. </p>
<p><span id="more-1467"></span></p>
<h2>Quali sono gli obiettivi generali di un sito usabile?</h2>
<p><strong>Una pagina web usabile e leggibile è il matrimonio degli sforzi del web designer e del web content writer.</strong></p>
<p>Le pagine web devono essere più facili da leggere che pagine stampate. Si può facilitare la lettura attraverso l&#8217;uso efficace di colori, caratteri, spazi ecc.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte il copywriter deve fare sì che i testi si leggano velocemente e l&#8217;utente riesca subito trovare le informazioni importanti.</p>
<p>Non andremo a tradurre tutti i 7 i consigli di Mashable (li potete leggere direttamente sul sito loro), ma tenete in mente sempre queste tre linee guide:</p>
<ul>
<li>Testo e caratteri devono essere <strong>semplicemente leggibili</strong> e <strong>piacevoli da leggere</strong>.</li>
<li>I contenuti devono essere <strong>semplice da capire</strong>.</li>
<li>I testi dovrebbero essere <strong>&#8220;skimmable&#8221;</strong> (non so proprio come tradurre) perché utenti nella rete<strong> non leggono molto</strong>. In media solo il <strong>28% del testo</strong> in una pagine viene veramente letto. (Vedete anche il nostro articolo <a title="Eye-Tracking Studies" href="http://www.ibloom.it/blog/2009/03/eye-tracking-studies-more-than-meets-the-eye/language/de/">Eye-tracking studies: more than meets the eye</a>)</li>
</ul>
<p>Quali sono i metodi per raggiungere questi obbiettivi? Andate a leggere il post su <a title="Mashable" href="http://mashable.com/2011/09/12/website-usability-tips/">Mashable</a>!</p>
<p><img title="Heatmap" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/4311167359_c520b628ce_z-480x459.jpg" alt="Heatmap" width="480" height="459" /></p>
<p>Photos:  <a href="http://www.flickr.com/photos/us_army_rolling_along/">Tumbleweed:-) </a>- <a href="http://www.flickr.com/photos/cinteractionlab/ ">City Unversity Interaction Lab</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>You’re a Social Media Whatsit?</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/you%e2%80%99re-a-social-media-whatsit/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[job]]></category>

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		<description><![CDATA[Girovagando nella rete, mi sono imbattuta in questo scanzonato post di Jennifer Mattern che cito con piacere,  perchè&#8230; l&#8217;autoironia è importante . L&#8217;autrice riflette sull&#8217;importanza che ormai hanno assunto certe parole nel nostro quotidiano &#8216;professionale&#8217; e non, parole come &#8216;social media&#8217;, &#8216;web 2.0&#8242;, &#8216;buzz&#8217;&#8230;  associate a &#8216;impogno&#8217;, &#8216;comunità&#8217;, &#8216;conversazioni&#8217;, &#8216;influencers&#8217; e molte altre, e su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando nella rete, mi sono imbattuta in questo scanzonato <a title="You’re a Social Media Whatsit? – An Overabundance of Social Media Job Titles" href="http://socialimplications.com/youre-a-social-media-whatsit-an-overabundance-of-social-media-job-titles/" target="_blank">post</a> di Jennifer Mattern che cito con piacere,  perchè&#8230; l&#8217;autoironia è importante <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><span id="more-1454"></span>L&#8217;autrice riflette sull&#8217;importanza che ormai hanno assunto certe parole nel nostro quotidiano &#8216;professionale&#8217; e non, parole come &#8216;social media&#8217;, &#8216;web 2.0&#8242;, &#8216;buzz&#8217;&#8230;  associate a &#8216;impogno&#8217;, &#8216;comunità&#8217;, &#8216;conversazioni&#8217;, &#8216;influencers&#8217; e molte altre, e su come questa nuova terminologia abbia influenzato i &#8216;ruoli&#8217; che si utilizzano nell&#8217;ambito delle &#8216;risorse umane&#8217; coinvolte in tutto questo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1457" title="socialmediajobs" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/socialmediajobs.gif" alt="social media jobs" width="557" height="354" /></p>
<p>E&#8217; così difficile spiegare ciò che facciamo, noi, operatori della rete? Una miriade di  titoli definiti dall&#8217;autrice giustamente spesso &#8220;ego-centrici&#8221; o sciocchi, raccolti nei blogs, Facebook, Linkedin e siti di ricerca di impiego: e ne identifica ben 75!</p>
<ul>
<li>Analytics Manager</li>
<li>App Designer / Developer</li>
<li>Blog Editor</li>
<li>Blogger / Pro Blogger / Professional Blogger</li>
<li>Blogger-in-Chief</li>
<li>Brand Ambassador</li>
<li>Brand Champion</li>
<li>Brand &amp; Project Manager</li>
<li>Brand Promoter</li>
<li>Client Engagement Manager</li>
<li>Client Services Coordinator, Online / Social Media</li>
<li>Community Content Outreach Coordinator</li>
<li>Community Data Guerrilla</li>
<li>Community Manager</li>
<li>Content Manager – Strategic Marketing</li>
<li>Content Strategist</li>
<li>Conversation Manager</li>
<li>Director of Enterprise Communications</li>
<li>Director of Integrated Media</li>
<li>Director of PR &amp; Social Media</li>
<li>Director of Social Media</li>
<li>Director of Social Media Communications</li>
<li>Director of Social Media Strategy</li>
<li>Digital Marketing Manager</li>
<li>Digital Media Coordinator</li>
<li>Digital Media Strategist</li>
<li>Digital PR Consultant</li>
<li>Digital / Social Media Strategist</li>
<li>Ghost Blogger</li>
<li>Head of Search Marketing</li>
<li>Idea Inventor</li>
<li>Internet Media Associate</li>
<li>IT &amp; Telecom Consultant</li>
<li>Leadership Trainer</li>
<li>Marketing Communications Specialist</li>
<li>Mobile Social Media Developer</li>
<li>Multi-media Communications Specialist</li>
<li>Multi-media Journalist</li>
<li>New Media Coordinator</li>
<li>New Media Developer</li>
<li>New Media Specialist</li>
<li>Online Community and Social Media Czar</li>
<li>Product Evangelist</li>
<li>Podcaster</li>
<li>Search and Social Media Optimizer</li>
<li>Serial Entrepreneur</li>
<li>Social &amp; Digital Media Manager</li>
<li>Social Impact Manager</li>
<li>Social Media Activist</li>
<li>Social Media Advocate</li>
<li>Social Media Analyst</li>
<li>Social Media Attorney</li>
<li>Social Media CFO</li>
<li>Social Media Community Manager</li>
<li>Social Media Consultant</li>
<li>Social Media Coordinator</li>
<li>Social Media Evangelist</li>
<li>Social Media Expert</li>
<li>Social Media Guru</li>
<li>Social Media Lead</li>
<li>Social Media Marketer</li>
<li>Social Media Manager</li>
<li>Social Media Missionary</li>
<li>Social Media Monitor</li>
<li>Social Media Music Publicist</li>
<li>Social Media Professional</li>
<li>Social Media Representative</li>
<li>Social Media Rockstar</li>
<li>Social Media Specialist</li>
<li>Social Media Strategist</li>
<li>Social Networks Designer</li>
<li>Tweeter / Ghost Tweeter</li>
<li>Underground Band Promoter &amp; Event Planner</li>
<li>Virtual Worlds Developer</li>
<li>Youth Marketing Manager</li>
</ul>
<p>E magari l&#8217;elenco non è neppure completo&#8230;</p>
<p>Ma la domanda sorge spontanea: quanti di questi saranno ancora in auge, tra qualche anno?</p>
<p>Enjoy ! <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>E-commerce su Facebook: l&#8217;aquisto sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[wrap of the month]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 è l&#8217;anno decisivo per lo sviluppo dell&#8217;e-commerce su Facebook: molte già le realtà che, tramite applicazioni dedicate, hanno integrato un negozio online direttamente sviluppato su Facebook, e si va da una semplice vetrina che porta al sito ufficiale fino a sistemi più complessi e personalizzati, che inseriscono all’interno del social tutte le fasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1444" title="facebook-ecommerce" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/facebook-ecommerce.jpg" alt="facebook-ecommerce" width="200" height="146" />Il 2011 è l&#8217;anno decisivo per lo sviluppo dell&#8217;e-commerce su Facebook: molte già le realtà che, tramite applicazioni dedicate, hanno integrato un negozio online direttamente sviluppato su Facebook, e si va da una semplice vetrina che porta al sito ufficiale fino a sistemi più complessi e personalizzati, che inseriscono all’interno del social tutte le fasi del processo di acquisto online.</p>
<p><span id="more-1442"></span><strong>La vendita su Facebook</strong> apre così nuovi scenari al marketing, grazie all&#8217;integrazione tra funzionalità e comodità tipiche di un negozio online con gli strumenti social, che permettono di migliorare la<strong> brand image </strong>e la <strong>brand awareness</strong> ampliando il raggio del viral marketing.<br />
Si pensi solo alla possibilità di mettere un “mi piace” su un certo prodotto, di condividerlo sulla propria bacheca e di mostrarlo agli amici, o alle possibilità per il marketing di legare specifiche promozioni all’acquisto su Facebook come proporre sconti solo ai propri fan.<br />
Dal punto di vista del cliente, un’applicazione e-commerce su Facebook aumenta la presa sociale ed emotiva dell’acquisto: condividendo sulla propria bacheca i prodotti che interessano, in pochi minuti è possibile ricevere commenti, consigli e opinioni da parte degli amici, rendendo l’esperienza di acquisto davvero sociale.</p>
<p>In realtà però ancora non c’è la possibilità di costruire un vero e proprio e-commerce su Facebook, con tutte le fasi complete del processo d’acquisto (il social infatti ancora non supporta il pagamento e il tracciamento della spedizione) ma, una delle regole più importanti per sfruttare in modo adeguato i social media, è quella di <strong>condividere contenuti esclusivi pensati appositamente per i social network</strong>: e altrettanto si può fare quindi con un e-commerce, presentando un prodotto pensato esclusivamente per questo mezzo.</p>
<p>E&#8217; ciò che ha fatto ad esempio <strong>Diane Von Furstenberg</strong>, il brand che ha saputo raccogliere molti fans sulla sua pagina Facebook e che, per <strong>rafforzare l’engagement e stimolare la partecipazione</strong>, ha ideato un&#8217;interessante iniziativa chiamata <strong>Wrap of the Month</strong>: ogni mese viene messo in vendita un abito, acquistabile solo tramite Facebook e proposto in <strong>limited edition</strong> (ovviamente, dopo la scelta della taglia e del numero di articoli desiderato, si è reindirizzati all’e-commerce ufficiale dove si può continuare lo shopping).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1447" title="DVF" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/DVF.jpg" alt="DVF" width="570" height="602" /></p>
<p>E questa &#8220;semplice&#8221; iniziativa consente al brand di guadagnare maggior visibilità, di attrarre un target più giovane e di guadagnare fan in più (ad oggi 133.741).</p>
<p>Ma, in Europa, a che punto siamo col commercio elettronico?<br />
Secondo Forrester Research, <strong>in Europa le vendite on line sarebbero cresciute del 18% nel 2010</strong>, rispetto al 2009, e il numero di acquirenti on line nel<strong> 2015</strong> dovrebbe salire <strong>da 157 a 205 milioni di persone</strong>, con vendite che raggiungeranno i <strong>133,6 miliardi di euro</strong>&#8230; staremo a vedere.</p>
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		<title>Influencers e brand advocates</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brand advocate]]></category>
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		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi sono? Internauti molto attivi nel web, certo, ma che soprattutto discutono di prodotti e servizi testati, e che grazie alla vasta rete di contatti in loro possesso, amano promuovere quanto da loro testato prima degli altri, consigliandone o meno l&#8217;acquisto. Hanno quindi la capacità di influenzare le decisioni della loro rete, venendogli riconosciuta credibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1430" title="influencers" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/influencers.jpg" alt="influencers" width="200" height="329" />Chi sono? Internauti molto attivi nel web, certo, ma che soprattutto discutono di prodotti e servizi testati, e che grazie alla vasta rete di contatti in loro possesso, amano promuovere quanto da loro testato prima degli altri, consigliandone o meno l&#8217;acquisto. Hanno quindi la capacità di influenzare le decisioni della loro rete, venendogli riconosciuta credibilità nei contenuti diffusi nella rete.</p>
<p><span id="more-1411"></span><a title="BzzAgent" href="http://www.bzzagent.com/" target="_blank"><strong>BzzAgent</strong></a> ha realizzato uno studio per capire meglio chi sono e come “si muovono” gli influencer.</p>
<p><big><strong>Gli influencers: creatori di contenuti</strong></big><br />
La prima caratteristica che li distingue da qualsiasi altro utente web, è quella che gli influencers (o sostenitori del brand &#8211; brand advocates) sono<strong> prolifici creatori di contenuti</strong>: dallo scrivere un blog a partecipare a forum, dallo status update da Facebook o Twitter o ancora alla scrittura di comunicati stampa. E recensiscono così prodotti o servizi, condividendo le loro esperienze di consumo con la rete.<br />
Secondo lo studio in questione, per il 70% degli intervistati <strong>gli influencers sono considerati  fonte informativa di fiducia da cui acquisire informazioni che andranno poi a orientare (se non a definire) le proprie scelte d’acquisto definitive</strong>.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1416" title="Clipboard-3" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-3.jpg" alt="" width="731" height="371" /></p>
<p><big><strong>Gli influencers adorano discutere sui brands per &#8220;migliorare il mondo&#8221;</strong></big><br />
Secondo lo studio, gli influencers hanno l’83% di probabilità in più di condividere e/o avviare discussioni su prodotti, servizi e brand rispetto ai generici utenti. Ma lo fanno spontaneamente, quasi per una <strong>forma di passione, e hanno come obiettivo quello di migliorare i rapporti tra aziende e consumatori</strong>.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1417" title="Clipboard-4" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-4.jpg" alt="" width="749" height="551" /></p>
<p><big><strong>Gli influencers vogliono essere riconosciuti come tali</strong></big><br />
E&#8217; importante per i brand advocates che l&#8217;utilità del loro operare venga riconosciuta, sia dai consumatori che dalle aziende. Spesso infatti <strong>campagne di buzz marketing partono </strong>proprio con il coinvolgimento di influencers.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1419" title="Clipboard-5" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-5.jpg" alt="" width="757" height="233" /></p>
<p><big><strong>Social media: ideali per la condivisione</strong></big><br />
Al primo posto tra i luoghi dove condividere informazioni su prodotti e servizi testati, sono i social media. Seguono email, siti di e-commerce e altri siti come forum e blog. E questo non&#8230; stupisce di certo.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1427" title="Clipboard-6" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-61.jpg" alt="" width="765" height="535" /></p>
<p><big><strong><br/>Amazon prima fonte di informazione per i nuovi prodotti</strong></big><br />
Amazon e siti di e-commerce molto noti sono la prima fonte per procurarsi informazioni su nuovi prodotti e servizi in commercio.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1423" title="Clipboard-7" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-7.jpg" alt="" width="711" height="543" /></p>
<p><big><strong><br/>Di cosa amano discutere soprattutto gli influencer?</strong></big><br />
Cibi, ristoranti, prodotti per la casa e per la cura personale sono come potete vedete ai primi posti.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="Clipboard-8" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-8.jpg" alt="" width="712" height="583" /></p>
<p>Insomma: per i marketers capire le abitudini di internet e gli interessi dei potenziali consumatori è certo essenziale e, se si capisce come poter lavorare con loro, i brand advocates sono di gran lunga i venditori più efficaci che si possano avere a disposizione.</p>
<p>Ecco lo <a href="http://about.bzzagent.com/downloads/BzzAgentFieldGuidetoBrandAdvocates.pdf" target="_blank">studio completo</a> di BzzAgent, e  l’infografica da loro realizzata.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1425" title="BzzAgent-Field-Guide-Infographic" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/BzzAgent-Field-Guide-Infographic.jpg" alt="" width="665" height="1294" /></p>
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		<title>Come usare Twitter</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/come-usare-twitter/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 10:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[webmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[social media strategies]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi è seriamente interessato sperimentare con Twitter, abbiamo trovato una guida start-up molto utile. Questa infografica è stata creata da Cheryl Lawson dimostra come creare l&#8217;account su twitter, di che cosa pubblicare e tanto altro ancora. Ma non dimenticare mai &#8211; Social Media non è un panacea per tutto, le due chiavi per avere successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1403" title="Twitter" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/twitter_newbird_boxed_whiteonblue.png" alt="Twitter" width="180" height="180" />Per chi è seriamente interessato sperimentare con Twitter, abbiamo trovato una guida start-up molto utile. Questa infografica è stata creata da <a href="http://partyaficionado.com/2011/05/29/how-to-use-twitter-infographic/" target="_blank"><strong>Cheryl Lawson</strong></a> dimostra come creare l&#8217;account su twitter, di che cosa pubblicare e tanto altro ancora. Ma non dimenticare mai &#8211; Social Media non è un <a title="Panacea" href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/panacea.shtml" target="_self">panacea</a> per tutto, le due chiavi per avere successo nella propria strategia di Social Media Marketing sono i seguenti:</p>
<p><span id="more-1401"></span></p>
<ol>
<li><strong>Contenuti interessanti e relevanti per il tuo gruppo target</strong><br />
non pubblicare o condividere articoli su auto se sei un architetto o un agenzia di comunicazione</li>
<li><strong>Pazienza e persistenza</strong><br />
ci vuole tempo per vedere i primi risultati della tua strategia Social Media, non cambiare strategia perché non vedete risultati in poco tempo</li>
</ol>
<p>Ecco qui l&#8217;infografica su come usare Twitter &#8211; e se avete ancora delle domande lasciate un commento!</p>
<div style="width:425px" id="__ss_8144304"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ctlaws/how-to-use-twitter-infographic" title="How to use Twitter [Infographic]" target="_blank">How to use Twitter [Infographic]</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8144304" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more presentations from <a href="http://www.slideshare.net/ctlaws" target="_blank">Cheryl Lawson</a> </div>
</p></div>
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