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	<title>i...bloog &#187; social media</title>
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		<title>You’re a Social Media Whatsit?</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/you%e2%80%99re-a-social-media-whatsit/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 09:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[job]]></category>

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		<description><![CDATA[Girovagando nella rete, mi sono imbattuta in questo scanzonato post di Jennifer Mattern che cito con piacere,  perchè&#8230; l&#8217;autoironia è importante . L&#8217;autrice riflette sull&#8217;importanza che ormai hanno assunto certe parole nel nostro quotidiano &#8216;professionale&#8217; e non, parole come &#8216;social media&#8217;, &#8216;web 2.0&#8242;, &#8216;buzz&#8217;&#8230;  associate a &#8216;impogno&#8217;, &#8216;comunità&#8217;, &#8216;conversazioni&#8217;, &#8216;influencers&#8217; e molte altre, e su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando nella rete, mi sono imbattuta in questo scanzonato <a title="You’re a Social Media Whatsit? – An Overabundance of Social Media Job Titles" href="http://socialimplications.com/youre-a-social-media-whatsit-an-overabundance-of-social-media-job-titles/" target="_blank">post</a> di Jennifer Mattern che cito con piacere,  perchè&#8230; l&#8217;autoironia è importante <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><span id="more-1454"></span>L&#8217;autrice riflette sull&#8217;importanza che ormai hanno assunto certe parole nel nostro quotidiano &#8216;professionale&#8217; e non, parole come &#8216;social media&#8217;, &#8216;web 2.0&#8242;, &#8216;buzz&#8217;&#8230;  associate a &#8216;impogno&#8217;, &#8216;comunità&#8217;, &#8216;conversazioni&#8217;, &#8216;influencers&#8217; e molte altre, e su come questa nuova terminologia abbia influenzato i &#8216;ruoli&#8217; che si utilizzano nell&#8217;ambito delle &#8216;risorse umane&#8217; coinvolte in tutto questo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1457" title="socialmediajobs" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/socialmediajobs.gif" alt="social media jobs" width="557" height="354" /></p>
<p>E&#8217; così difficile spiegare ciò che facciamo, noi, operatori della rete? Una miriade di  titoli definiti dall&#8217;autrice giustamente spesso &#8220;ego-centrici&#8221; o sciocchi, raccolti nei blogs, Facebook, Linkedin e siti di ricerca di impiego: e ne identifica ben 75!</p>
<ul>
<li>Analytics Manager</li>
<li>App Designer / Developer</li>
<li>Blog Editor</li>
<li>Blogger / Pro Blogger / Professional Blogger</li>
<li>Blogger-in-Chief</li>
<li>Brand Ambassador</li>
<li>Brand Champion</li>
<li>Brand &amp; Project Manager</li>
<li>Brand Promoter</li>
<li>Client Engagement Manager</li>
<li>Client Services Coordinator, Online / Social Media</li>
<li>Community Content Outreach Coordinator</li>
<li>Community Data Guerrilla</li>
<li>Community Manager</li>
<li>Content Manager – Strategic Marketing</li>
<li>Content Strategist</li>
<li>Conversation Manager</li>
<li>Director of Enterprise Communications</li>
<li>Director of Integrated Media</li>
<li>Director of PR &amp; Social Media</li>
<li>Director of Social Media</li>
<li>Director of Social Media Communications</li>
<li>Director of Social Media Strategy</li>
<li>Digital Marketing Manager</li>
<li>Digital Media Coordinator</li>
<li>Digital Media Strategist</li>
<li>Digital PR Consultant</li>
<li>Digital / Social Media Strategist</li>
<li>Ghost Blogger</li>
<li>Head of Search Marketing</li>
<li>Idea Inventor</li>
<li>Internet Media Associate</li>
<li>IT &amp; Telecom Consultant</li>
<li>Leadership Trainer</li>
<li>Marketing Communications Specialist</li>
<li>Mobile Social Media Developer</li>
<li>Multi-media Communications Specialist</li>
<li>Multi-media Journalist</li>
<li>New Media Coordinator</li>
<li>New Media Developer</li>
<li>New Media Specialist</li>
<li>Online Community and Social Media Czar</li>
<li>Product Evangelist</li>
<li>Podcaster</li>
<li>Search and Social Media Optimizer</li>
<li>Serial Entrepreneur</li>
<li>Social &amp; Digital Media Manager</li>
<li>Social Impact Manager</li>
<li>Social Media Activist</li>
<li>Social Media Advocate</li>
<li>Social Media Analyst</li>
<li>Social Media Attorney</li>
<li>Social Media CFO</li>
<li>Social Media Community Manager</li>
<li>Social Media Consultant</li>
<li>Social Media Coordinator</li>
<li>Social Media Evangelist</li>
<li>Social Media Expert</li>
<li>Social Media Guru</li>
<li>Social Media Lead</li>
<li>Social Media Marketer</li>
<li>Social Media Manager</li>
<li>Social Media Missionary</li>
<li>Social Media Monitor</li>
<li>Social Media Music Publicist</li>
<li>Social Media Professional</li>
<li>Social Media Representative</li>
<li>Social Media Rockstar</li>
<li>Social Media Specialist</li>
<li>Social Media Strategist</li>
<li>Social Networks Designer</li>
<li>Tweeter / Ghost Tweeter</li>
<li>Underground Band Promoter &amp; Event Planner</li>
<li>Virtual Worlds Developer</li>
<li>Youth Marketing Manager</li>
</ul>
<p>E magari l&#8217;elenco non è neppure completo&#8230;</p>
<p>Ma la domanda sorge spontanea: quanti di questi saranno ancora in auge, tra qualche anno?</p>
<p>Enjoy ! <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<item>
		<title>E-commerce su Facebook: l&#8217;aquisto sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[brand image]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 è l&#8217;anno decisivo per lo sviluppo dell&#8217;e-commerce su Facebook: molte già le realtà che, tramite applicazioni dedicate, hanno integrato un negozio online direttamente sviluppato su Facebook, e si va da una semplice vetrina che porta al sito ufficiale fino a sistemi più complessi e personalizzati, che inseriscono all’interno del social tutte le fasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1444" title="facebook-ecommerce" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/facebook-ecommerce.jpg" alt="facebook-ecommerce" width="200" height="146" />Il 2011 è l&#8217;anno decisivo per lo sviluppo dell&#8217;e-commerce su Facebook: molte già le realtà che, tramite applicazioni dedicate, hanno integrato un negozio online direttamente sviluppato su Facebook, e si va da una semplice vetrina che porta al sito ufficiale fino a sistemi più complessi e personalizzati, che inseriscono all’interno del social tutte le fasi del processo di acquisto online.</p>
<p><span id="more-1442"></span><strong>La vendita su Facebook</strong> apre così nuovi scenari al marketing, grazie all&#8217;integrazione tra funzionalità e comodità tipiche di un negozio online con gli strumenti social, che permettono di migliorare la<strong> brand image </strong>e la <strong>brand awareness</strong> ampliando il raggio del viral marketing.<br />
Si pensi solo alla possibilità di mettere un “mi piace” su un certo prodotto, di condividerlo sulla propria bacheca e di mostrarlo agli amici, o alle possibilità per il marketing di legare specifiche promozioni all’acquisto su Facebook come proporre sconti solo ai propri fan.<br />
Dal punto di vista del cliente, un’applicazione e-commerce su Facebook aumenta la presa sociale ed emotiva dell’acquisto: condividendo sulla propria bacheca i prodotti che interessano, in pochi minuti è possibile ricevere commenti, consigli e opinioni da parte degli amici, rendendo l’esperienza di acquisto davvero sociale.</p>
<p>In realtà però ancora non c’è la possibilità di costruire un vero e proprio e-commerce su Facebook, con tutte le fasi complete del processo d’acquisto (il social infatti ancora non supporta il pagamento e il tracciamento della spedizione) ma, una delle regole più importanti per sfruttare in modo adeguato i social media, è quella di <strong>condividere contenuti esclusivi pensati appositamente per i social network</strong>: e altrettanto si può fare quindi con un e-commerce, presentando un prodotto pensato esclusivamente per questo mezzo.</p>
<p>E&#8217; ciò che ha fatto ad esempio <strong>Diane Von Furstenberg</strong>, il brand che ha saputo raccogliere molti fans sulla sua pagina Facebook e che, per <strong>rafforzare l’engagement e stimolare la partecipazione</strong>, ha ideato un&#8217;interessante iniziativa chiamata <strong>Wrap of the Month</strong>: ogni mese viene messo in vendita un abito, acquistabile solo tramite Facebook e proposto in <strong>limited edition</strong> (ovviamente, dopo la scelta della taglia e del numero di articoli desiderato, si è reindirizzati all’e-commerce ufficiale dove si può continuare lo shopping).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1447" title="DVF" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/DVF.jpg" alt="DVF" width="570" height="602" /></p>
<p>E questa &#8220;semplice&#8221; iniziativa consente al brand di guadagnare maggior visibilità, di attrarre un target più giovane e di guadagnare fan in più (ad oggi 133.741).</p>
<p>Ma, in Europa, a che punto siamo col commercio elettronico?<br />
Secondo Forrester Research, <strong>in Europa le vendite on line sarebbero cresciute del 18% nel 2010</strong>, rispetto al 2009, e il numero di acquirenti on line nel<strong> 2015</strong> dovrebbe salire <strong>da 157 a 205 milioni di persone</strong>, con vendite che raggiungeranno i <strong>133,6 miliardi di euro</strong>&#8230; staremo a vedere.</p>
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		<title>Influencers e brand advocates</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 07:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[brand advocate]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi sono? Internauti molto attivi nel web, certo, ma che soprattutto discutono di prodotti e servizi testati, e che grazie alla vasta rete di contatti in loro possesso, amano promuovere quanto da loro testato prima degli altri, consigliandone o meno l&#8217;acquisto. Hanno quindi la capacità di influenzare le decisioni della loro rete, venendogli riconosciuta credibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1430" title="influencers" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/influencers.jpg" alt="influencers" width="200" height="329" />Chi sono? Internauti molto attivi nel web, certo, ma che soprattutto discutono di prodotti e servizi testati, e che grazie alla vasta rete di contatti in loro possesso, amano promuovere quanto da loro testato prima degli altri, consigliandone o meno l&#8217;acquisto. Hanno quindi la capacità di influenzare le decisioni della loro rete, venendogli riconosciuta credibilità nei contenuti diffusi nella rete.</p>
<p><span id="more-1411"></span><a title="BzzAgent" href="http://www.bzzagent.com/" target="_blank"><strong>BzzAgent</strong></a> ha realizzato uno studio per capire meglio chi sono e come “si muovono” gli influencer.</p>
<p><big><strong>Gli influencers: creatori di contenuti</strong></big><br />
La prima caratteristica che li distingue da qualsiasi altro utente web, è quella che gli influencers (o sostenitori del brand &#8211; brand advocates) sono<strong> prolifici creatori di contenuti</strong>: dallo scrivere un blog a partecipare a forum, dallo status update da Facebook o Twitter o ancora alla scrittura di comunicati stampa. E recensiscono così prodotti o servizi, condividendo le loro esperienze di consumo con la rete.<br />
Secondo lo studio in questione, per il 70% degli intervistati <strong>gli influencers sono considerati  fonte informativa di fiducia da cui acquisire informazioni che andranno poi a orientare (se non a definire) le proprie scelte d’acquisto definitive</strong>.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1416" title="Clipboard-3" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-3.jpg" alt="" width="731" height="371" /></p>
<p><big><strong>Gli influencers adorano discutere sui brands per &#8220;migliorare il mondo&#8221;</strong></big><br />
Secondo lo studio, gli influencers hanno l’83% di probabilità in più di condividere e/o avviare discussioni su prodotti, servizi e brand rispetto ai generici utenti. Ma lo fanno spontaneamente, quasi per una <strong>forma di passione, e hanno come obiettivo quello di migliorare i rapporti tra aziende e consumatori</strong>.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1417" title="Clipboard-4" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-4.jpg" alt="" width="749" height="551" /></p>
<p><big><strong>Gli influencers vogliono essere riconosciuti come tali</strong></big><br />
E&#8217; importante per i brand advocates che l&#8217;utilità del loro operare venga riconosciuta, sia dai consumatori che dalle aziende. Spesso infatti <strong>campagne di buzz marketing partono </strong>proprio con il coinvolgimento di influencers.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1419" title="Clipboard-5" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-5.jpg" alt="" width="757" height="233" /></p>
<p><big><strong>Social media: ideali per la condivisione</strong></big><br />
Al primo posto tra i luoghi dove condividere informazioni su prodotti e servizi testati, sono i social media. Seguono email, siti di e-commerce e altri siti come forum e blog. E questo non&#8230; stupisce di certo.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1427" title="Clipboard-6" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-61.jpg" alt="" width="765" height="535" /></p>
<p><big><strong><br/>Amazon prima fonte di informazione per i nuovi prodotti</strong></big><br />
Amazon e siti di e-commerce molto noti sono la prima fonte per procurarsi informazioni su nuovi prodotti e servizi in commercio.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1423" title="Clipboard-7" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-7.jpg" alt="" width="711" height="543" /></p>
<p><big><strong><br/>Di cosa amano discutere soprattutto gli influencer?</strong></big><br />
Cibi, ristoranti, prodotti per la casa e per la cura personale sono come potete vedete ai primi posti.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-1424" title="Clipboard-8" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/Clipboard-8.jpg" alt="" width="712" height="583" /></p>
<p>Insomma: per i marketers capire le abitudini di internet e gli interessi dei potenziali consumatori è certo essenziale e, se si capisce come poter lavorare con loro, i brand advocates sono di gran lunga i venditori più efficaci che si possano avere a disposizione.</p>
<p>Ecco lo <a href="http://about.bzzagent.com/downloads/BzzAgentFieldGuidetoBrandAdvocates.pdf" target="_blank">studio completo</a> di BzzAgent, e  l’infografica da loro realizzata.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1425" title="BzzAgent-Field-Guide-Infographic" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/BzzAgent-Field-Guide-Infographic.jpg" alt="" width="665" height="1294" /></p>
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		</item>
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		<title>Come usare Twitter</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/come-usare-twitter/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 10:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[webmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[social media strategies]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi è seriamente interessato sperimentare con Twitter, abbiamo trovato una guida start-up molto utile. Questa infografica è stata creata da Cheryl Lawson dimostra come creare l&#8217;account su twitter, di che cosa pubblicare e tanto altro ancora. Ma non dimenticare mai &#8211; Social Media non è un panacea per tutto, le due chiavi per avere successo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1403" title="Twitter" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/twitter_newbird_boxed_whiteonblue.png" alt="Twitter" width="180" height="180" />Per chi è seriamente interessato sperimentare con Twitter, abbiamo trovato una guida start-up molto utile. Questa infografica è stata creata da <a href="http://partyaficionado.com/2011/05/29/how-to-use-twitter-infographic/" target="_blank"><strong>Cheryl Lawson</strong></a> dimostra come creare l&#8217;account su twitter, di che cosa pubblicare e tanto altro ancora. Ma non dimenticare mai &#8211; Social Media non è un <a title="Panacea" href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/P/panacea.shtml" target="_self">panacea</a> per tutto, le due chiavi per avere successo nella propria strategia di Social Media Marketing sono i seguenti:</p>
<p><span id="more-1401"></span></p>
<ol>
<li><strong>Contenuti interessanti e relevanti per il tuo gruppo target</strong><br />
non pubblicare o condividere articoli su auto se sei un architetto o un agenzia di comunicazione</li>
<li><strong>Pazienza e persistenza</strong><br />
ci vuole tempo per vedere i primi risultati della tua strategia Social Media, non cambiare strategia perché non vedete risultati in poco tempo</li>
</ol>
<p>Ecco qui l&#8217;infografica su come usare Twitter &#8211; e se avete ancora delle domande lasciate un commento!</p>
<div style="width:425px" id="__ss_8144304"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ctlaws/how-to-use-twitter-infographic" title="How to use Twitter [Infographic]" target="_blank">How to use Twitter [Infographic]</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8144304" width="425" height="355" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more presentations from <a href="http://www.slideshare.net/ctlaws" target="_blank">Cheryl Lawson</a> </div>
</p></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Facebook &amp; Twitter: fatevi trovare</title>
		<link>http://www.ibloom.it/blog/2011/09/facebook-twitter-fatevi-trovare/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 09:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[webmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social media optimization]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; da tempo prassi comune creare una fan page sui principali social media ma, come fare per ottimizzarla per i motori di ricerca? Ergo: come apparire tra i primi 20 risultati quando si cerca il nome del proprio brand su Google? Ecco quindi come agire per fare in modo che la nostra pagina Facebook e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/social_media_op.jpg" rel="lightbox[1352]"><img class="alignright size-full wp-image-1364" title="social media optimization" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/social_media_op.jpg" alt="social media optimization" width="200" height="181" /></a>E&#8217; da tempo prassi comune creare una fan page sui principali social media ma, come fare per ottimizzarla per i motori di ricerca? Ergo: come apparire tra i primi 20 risultati quando si cerca il nome del proprio brand su Google?</p>
<p><span id="more-1352"></span>Ecco quindi come agire per fare in modo che la nostra pagina Facebook e il nostro canale Twitter siano indicizzati in modo appropriato, con le parole chiave più pertinenti al business aziendale, posizionate nei giusti campi, sia su Facebook che su Twitter.</p>
<p><strong><big>Facebook</big></strong></p>
<p><strong>1. Ottenere il vanity url </strong><br />
Il vanity url è praticamente una url riscritta, che appaia così:<br />
<strong>http://www.facebook.com/ibloomsrl</strong><br />
e non in modo esteso come ad esempio così:<br />
<strong><strong>http://www.facebook.com/pages/Aiutiamo-Terre-Des-Hommes-nelle-adozioni-a-distanza/124705784265777?ref=ts.</strong></strong><br />
E&#8217; quindi uno short url, cui Google assegna maggiore importanza dato che le url devono essere brevi. Potete richiedere il vanity url da <a href="http://www.facebook.com/username/"><strong>qui</strong></a> al raggiungimento di un minimo di 25 likers alla pagina.</p>
<p><strong>2. Inserire correttamente informazioni e parole chiave </strong><br />
Nell&#8217;impostazione delle &#8216;Info&#8217;, il box &#8216;informazioni&#8217; è quello visibile nella pagina principale: è qui che dovranno essere inserite la parole chiave oggetto del vostro business. Questo consentirà la rintracciabilità anche all&#8217;interno del motore di ricerca di Facebook.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1360" title="ibloom_facebook" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/09/ibloom_facebook.jpg" alt="ibloom facebook" width="683" height="677" /></p>
<p><strong>3. linkare la pagina</strong><br />
Come per i siti web, anche la pagina Facebook profitta della proprietà del <strong>link building:</strong> cioè i link da siti web e da altri social media ne aumentano l&#8217;importanza per Google.</p>
<p><strong>4. Usare le note</strong><br />
Gli status update e i link inseriti in bacheca sono tutti con attributo rel=&#8221;nofollow&#8221;, mentre<strong> le note delle pagine vengono lette dai motori di ricerca</strong>, compresi i link al loro interno, quindi usiamole.</p>
<p><strong>Twitter</strong></p>
<p><strong>1. Attenzione all&#8217;username</strong><br />
L&#8217;username di Twitter è ciò che vi identifica e che userete per sempre: è opportuno quindi usare il nome del brand ma si può valutare di inserire anche<strong> nomeprodotto_nomebrand</strong>, in modo da avere la principale keyword oggetto di interesse nel title tag del nome dell&#8217;account Twuitter.</p>
<p><strong>2. Twitter bio</strong><br />
E&#8217; qui che vanno inserite le keyword di maggiore interesse.</p>
<p><strong>3. I tweet</strong><strong><br />
I tweet con hashtags hanno maggior visiblità nei risultati di ricerca</strong>. Un ulteriore modo di dare visiblità ai tweet rivolti ai contenuti del/dei proprio/i siti è quello di salvarseli tra i preferiti, in modo da veicolare traffico quando gli utenti li visualizzano e vi cliccano.</p>
<p><strong>4. Usare le directories di Twitter</strong><br />
Esistono directory come WeFollow, Twitterholic, MediaonTwitter, TrackingTwitter che consentono di rendersi subito visibili nella Twittersfera e nella ricerca.</p>
<p><strong>5. Sito web e link ai contenuti</strong><br />
Sfrutta la <strong>sezione website per inserire il link al tuo sito web</strong> e veicola traffico ai contenuti con i tweets, sempre se la qualità dei post/contenuti lo consente.</p>
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		<title>Presto profili aziendali su Google+?</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 11:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena scoperto per caso che nei profili di Google+ (edit profil, edit employers) è apparso una selectbox con dei nome delle aziende. Secondo Chris Lang questo sarebbe un segno che Google sta già testando i profili aziendali annunciati. Ora si pone la domanda da dove Google ha preso questi profili. Si tratta soprattutto di aziende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1327" title="Google+" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/google-logo-plus-0fbe8f0119f4a902429a5991af5db563.png" alt="Google+" width="119" height="37" />Ho appena scoperto per caso che nei profili di Google+ (edit profil, edit employers) è apparso una selectbox con dei nome delle aziende. Secondo <a title="Chris Lang" href="https://plus.google.com/107656088609554509650#107656088609554509650/posts" target="_blank">Chris Lang</a> questo sarebbe un segno che Google sta già testando i profili aziendali annunciati.</p>
<p><span id="more-1325"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-1326" title="Google+ Unternehmensprofile" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/google_plus_unternehmensseiten.gif" alt="Google+ Unternehmensprofile" width="735" height="481" /></p>
<p>Ora si pone la domanda da dove Google ha preso questi profili. Si tratta soprattutto di aziende renominate &#8211; ibloom non è (ancora?) tra di loro <img src='http://www.ibloom.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . In questo momento nessuno sa dire con precisione se le aziende stesse hanno inserito i loro profili oppure se Google sta aggiornando questo database. I profili continuano non essere visibili al pubblico e non apparire nella ricerca su Google+.</p>
<p>Come al solito non esiste uno statement ufficiale da parte di Google. Il gigante di Mountain View continua dire solo &#8220;I profili aziendali saranno disponibili al più tardi questo anno&#8221;.</p>
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		<title>Google+ verifica VIP accounts</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 14:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo di aver dichiarato di amettere solo  &#8220;nomi veri&#8221; nella sua rete, Google ha fatto un passo successivo: Searchengineland ha scritto, che Google assegna un certificato a tutti gli accounts precedentemente verficati sulla loro identità vera. Così, di fianco al nome, appare un piccolo check grigio che visualizza la scritta &#8220;verified name&#8221; sul mouse over. La dipendente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1249" href="http://www.ibloom.it/blog/2011/08/google-verifica-vip-accounts/language/de/verified_name/"><img class="alignright size-full wp-image-1249" title="Verified Name" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/verified_name.gif" alt="Verified Name" width="110" height="31" /></a>Dopo di aver dichiarato di amettere solo  &#8220;nomi veri&#8221; nella sua rete, Google ha fatto un passo successivo: <a title="Search Engine Land" href="http://searchengineland.com/google-begins-verifying-google-accounts-89942?utm_source=socialflow&amp;utm_medium=twitter&amp;utm_campaign=tweet" target="_blank">Searchengineland</a> ha scritto, che Google assegna un certificato a tutti gli accounts precedentemente verficati sulla loro identità vera. Così, di fianco al nome, appare un piccolo check grigio che visualizza la scritta &#8220;verified name&#8221; sul mouse over.</p>
<p><span id="more-1237"></span><img title="Danny Sullivan's Verified Account" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/verified1.gif" alt="Danny Sullivan's Verified Account" width="722" height="217" /></p>
<p>La dipendente di Google, Wen-Ai Yu, spiega nel suo video, che saranno verificate sopratutto persone della vita pubblica e persone presenti in numerosi cerchi. I profili autentici saranno previsti con un certificato di autenticità di Google, il cosìdetto &#8220;<strong>Verification Badge</strong>&#8220;. Google non dice chiaramente cosa significa &#8220;tanti cerchi&#8221;. Sono stati verificati Accounts con 119.000 o 22.000 Followers come anche altri con 4.500.</p>
<p>Quindi i criteri sono ancora poco chiari. Sarà da vedere se questo check sarà allargato su tutti gli accounts o se rimarrà limitato ad un certo gruppo di persone.<br />
Una cosa invece è sicura &#8211; utenti che non usano il loro &#8220;<a href="http://www.google.com/support/+/bin/answer.py?answer=1228271" target="_blank">vero nome</a>&#8221; saranno bloccati.</p>
<p><iframe width="560" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/2mqAXX8Vi2g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Facebook vs. Google+ &#8211; [Infographic]</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 20:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo solo neanche un mese dalla sua nascita, Google+ ha già più di 20.000.000 utenti. C&#8217;è chi dice che Google+ sarà la fine di Facebook e c&#8217;è chi si chiede a che cosa serve. Facebook domina sempre il mercato dei social media, ma con la popolarità di  Google+ la battaglia si sta mettendo dura. Di seguito un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo solo neanche un mese dalla sua nascita, <a title="Google+" href="https://plus.google.com/">Google+</a> ha già più di 20.000.000 utenti. C&#8217;è chi dice che Google+ sarà la fine di <a title="Facebook" href="http://www.facebook.com">Facebook</a> e c&#8217;è chi si chiede a che cosa serve. Facebook domina sempre il mercato dei social media, ma con la popolarità di  Google+ la battaglia si sta mettendo dura. Di seguito un infografica che confronta gli features dei due giganti, dalla privacy, alla chat, la gestione degi amici e tanto altro ancora. </p>
<p>Secondo voi chi vincerà la battaglia? Dominerà Google pure il Social Media fra un pò? </p>
<p><span id="more-1228"></span></p>
<p><a href="http://www.singlegrain.com/blog/facebook-vs-google-plus/" target="”_blank&quot;"><img src="http://www.singlegrain.com/wp-content/2011/07/FacebookvsGoogleplus-sm.jpg" alt="Facebook VS. Google Plus" /></a></p>
<p>[Via: <a href="http://www.singlegrain.com/">Single Grain</a>]</p>
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		<title>Google+: già a 10 milioni di utenti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 10:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso Google, dopo varie prove  nell&#8217;ambito del web “sociale”, fa davvero sul serio: il suo social network, Google+ (da leggere “Google Plus”) è online da 10 giorni e, anche se per adesso si espande solo con inviti e per entrare bisogna aspettare la comparsa dell’agognata mail nella propria casella di posta, secondo alcune stime conterebbe già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/google+.jpg" rel="lightbox[1212]"><img class="alignright size-full wp-image-1221" title="google+" src="http://www.ibloom.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/google+.jpg" alt="" width="150" height="77" /></a>Adesso <strong>Google</strong>, dopo varie prove  nell&#8217;ambito del  web “sociale”, fa davvero sul  serio: il suo social network, <strong>Google+</strong> (da  leggere “Google Plus”) è  online da 10 giorni e, anche se per adesso si espande solo con inviti e per entrare bisogna aspettare la comparsa dell’agognata mail  nella propria casella di posta, secondo alcune stime conterebbe già <strong>10 milioni di utenti</strong>, con una crescita di oltre  due milioni ogni 32 ore.</p>
<p><span id="more-1212"></span> <strong>Google Plus,</strong> a una prima occhiata, si  presenta come il  sito di Zuckerberg: ogni utente (un account  Gmail è sufficiente per  entrare) ha il suo profilo (con informazioni, foto,  esperienze  lavorative, situazione personale,anche un&#8217;opzione   geolocalizzazione) e la sua bacheca, dove pubblicare   status, foto, link, video. La differenza con  Facebook è che su Google+ non c’è bisogno di chiedere “l’amicizia” a  qualcuno:  chiunque può visualizzare il nostro profilo e viceversa.  Ecco la novità: su  Google Plus i contatti vanno organizzati in  “<strong>cerchie</strong>”: quelle di  partenza sono “Amici”, “Famiglia”, “Conoscenti”,  “Persone che seguo”,  ma se ne possono aggiungere altre, titolandole come  si desidera (per  esempio “colleghi”; “compagni calcetto”; ecc.). Quando  si pubblica un  aggiornamento sul profilo, si sceglie con quali  cerchie condividerlo. Uno stato d’animo personale può essere condiviso con amici (“i tuoi  amici veri, quelli con cui condividi dettagli della  tua vita privata”, è  la didascalia); una segnalazione con i  “colleghi”; un video  divertente con i “conoscenti” (si possono  scegliere anche più cerchie).  E un blogger, o una  persona con un seguito on e offline (come un politico o un  cantante), può decidere che  alcuni contenuti pubblicati sono  rivolti a tutti: basta selezionare post  “pubblici” e questi saranno  visibili a tutti gli utenti di Google  Plus. Così una parte degli  aggiornamenti si trasforma in qualcosa di  molto simile a Twitter. Noi saremo informati se  qualcuno ci segue, ma non  sapremo in quale “cerchia” siamo stati inseriti: lui  vedrà i nostri  aggiornamenti senza sapere da quali è stato escluso  (perché magari è  nella cerchia “colleghi” e non vedrà i post rivolti  agli “amici”).</p>
<p><strong> Google+ è quindi un social network 3.0</strong>:  <strong>“Condividi online come nella tua vita  reale” </strong>è lo slogan scelto da  Mountain View e, nella vita reale in  effetti, non si condivide con la  famiglia ciò che si condivide con i  conoscenti (mentre su Facebook tutti gli “amici” sono sullo stesso  piano). Certo il meccanismo scelto  delle “cerchie”  in qualche modo apre le porte ad un po’ di  sana “<strong>ipocrisia digitale</strong>”, strumento utile nella vita  reale (magari il vicino di casa mi sta antipatico ma educatamente lo  saluto lo stesso) così come in quella digitale (su Google+ aggiungo il  vicino di casa alle mie cerchie, ma negli antipatici, tanto lui non lo saprà  mai).</p>
<p>Ma le<strong> novità</strong> sono anche altre.</p>
<p>Nel  sito è presente la  chat di <strong>Gmail,</strong> con tanto di videochiamate. C’è   l’opzione decisamente innovativa “<strong>videoritrovo</strong>”, che permette di avviare   una diretta streaming interattiva con la propria webcam da condividere  con le “cerchie”; ci sono gli aggiornamenti degli altri utenti (lo  “stream”), sempre organizzati in base alle “cerchie” e gli “spunti”:  si  seleziona un interesse e si   accede a tutti gli aggiornamenti al riguardo. Ogni post sulla bacheca di   Google+ è commentabile, condivisibile e si può usare il   tasto +1 esprimendo un gradimento che, nel caso di un link, verrà   visualizzato anche affianco ai risultati di ricerca di Google, e si può <strong>modificare uno status</strong> dopo che è stato  pubblicato (strumento utile per eliminare i refusi, ma non solo&#8230;).</p>
<p>Due ultime features: il tasto <strong>feedback</strong> sempre a   disposizione per mandare la propria opinione ed entrare in contatto con  il team  Google (su Facebook è sempre stato molto difficile contattare i  gestori  del sito) e le applicazioni per il mobile: Android è già  disponibile,  quelle per le altre piattaforme seguiranno presto.</p>
<p>Va  aggiunta un’ultima impressione  generale: con Google Plus, inserito  in Google, si ha l’impressione di  avere tutto sotto controllo: le  nostre cose, quelle degli amici, ma  anche le funzioni classiche (ricerca, gmail, <strong>youtube).</strong> Tutto ciò che ci  interessa in  <strong>rete </strong>è a portata di mano: molto comodo, forse troppo&#8230; come  se la nostra vita digitale fosse di Google.</p>
<p>Le prime impressioni  degli utenti  online sul nuovo social network sono molto positive: da Google assicurano che questo periodo di interregno tra uno strumento  aperto a tutti e un prototipo da testare solo su invito,<strong> non  risponde a strategie di marketing</strong>, ma alle necessità di  migliorare in corsa il social network; i “tester” (i dieci  milioni che si sono già iscritti) sono avvertiti: Google+ <strong>potrebbe  cambiare, e molto</strong>, in base ai feedback che Mountain View  riceverà. Per questo, nonostante rumors e indiscrezioni che si  moltiplicano online, non esiste ancora una data di<strong> “varo”  ufficiale </strong>con le iscrizioni aperte a tutti.</p>
<p>Negli Usa poi è già partito un dibattito: <strong>Google+ ucciderà i blog</strong>? Sembra  una boutade ma, tra le opzioni fondamentali del social network, c’è  la possibilità di pubblicare uno status di qualsiasi lunghezza (su  Facebook il limite è 420, su Twitter 140): <strong>alcuni status possono  diventare quindi di fatto un post</strong> ,con tanto di <strong>permalink</strong> di riferimento unico in rete (si ottiene cliccando sull’orario di  pubblicazioni dei post). <strong>Kevin Rose</strong>, prodigio della cultura digitale e già  fondatore di Digg, è convinto che Plus può essere più performante dei  blog e lo ha annunciato senza tanti giri di parole: “<em>Ho deciso di  reindirizzare il mio sito kevinrose.com sul mio account Google+</em> –  scrive, manco a dirlo, <a href="https://plus.google.com/110318982509514011806/posts" target="_blank">sul social network</a> -. <em>G+ mi da molto più  feed-back in tempo reale e occasioni di coinvolgere i lettori, di quanto  il mio blog mi abbia mai dato</em>”.</p>
<p>Su Plus poi è ricomparsa anche una vecchia conoscenza della  rete: torniamo a qualche anno fa, quando spopolava  <strong>MySpace</strong>. Allora, appena aperto un account sul portale,  ogni iscritto si trovava <strong>“un amico” di default</strong>: era  Tom Anderson, uno dei fondatori  (tra  quelli che venderanno il portale a Murdoch per oltre 300 milioni di  dollari). Tom, che ha nel profilo la sua foto “amatoriale” già famosa in  tutto il mondo, è entusiasta di Plus (ha già oltre ventimila followers)  e pubblica <a href="https://plus.google.com/112063946124358686266/posts" target="_blank">sul suo profilo</a> novità, segnalazioni, riflessioni e  non si tira indietro nel delineare scenari futuri: <strong>l’uso delle  Gif animate</strong>, ne è sicuro, vietate su Facebook e su Twitter,  sarà un punto di forza di Plus (<a href="https://plus.google.com/u/0/112063946124358686266/posts/M1HdXoWEFHV" target="_blank">esempio</a>).</p>
<p>Interessante poi capire chi, sul social network, sta raccogliendo più  follower. Posto che tutti possono seguire tutti (anche se  ognuno poi decide con chi condividere cosa), sulla vetta <a href="http://socialstatistics.com/ target="_blank"">della top ten</a> si trova, a grande  sorpresa, proprio lui:<strong> <a href="https://plus.google.com/104560124403688998123/posts" target="_blank">Mark Zuckerberg</a></strong>, il fondatore e  proprietario di Facebook che ha aperto fin da subito un suo  account per studiare le contromosse del rivale (Mark è seguito da  134,328 followers). In seconda e terza posizione, inseguono i due  fondatori di Google <strong><a href="https://plus.google.com/106189723444098348646/posts" target="_blank">Larry Page</a> </strong>(73,319 follower) e <a href="https://plus.google.com/109813896768294978296/posts" target="_blank"><strong>Sergey Brin</strong></a> (56,015) –  che pubblicano foto delle loro imprese spericolate in paracadute. Quindi <strong>Vic  Gundotra</strong>, vicepresidente di Google (38,302); il blogger e  “technical evangelist” <strong>Robert Scoble</strong> (37,105); il  giornalista “tecnologico” <strong>Leo Laporte </strong>(36,577); <strong>Kevin  Rose</strong>, inventore di Digg  già citato (31,947);<strong> Matt Cutts</strong>, personalità di riferimento nel mondo del software;  (27,921); il portale <strong>Mashable </strong>(27,390); infine il  programmatore di videogioci <strong>Markus Persson </strong>(25,894  follower).</p>
<p>Infine un&#8217;ultima cosa: va segnalato come Plus abbia<strong> cancellato per ora i  profili aperti da aziende</strong>, associazioni e comunque tutti gli  account non legati a persone. Ma da Google assicurano: le aziende avranno presto un loro  strumento a disposizione “estremamente” potente per entrare in contatto  con gli utenti su Google+. E anche su questo piano Plus sfida Facebook e Twitter. Ce la farà? In rete  i commenti sono orientati più al “Sì” che al “No”. E l’ha detto  recentemente anche il presidente di Google <strong>Eric Schmidt</strong>: “<em>Penso  proprio che nel mercato dei social network ci sia spazio anche per noi</em>”.</p>
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		<title>Social Media ProBook 2011/12</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 13:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edith</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutte le conoscenze di 23 esperti di Social Media in un unico documento. Da non perdere. The Social Media ProBook View more presentations from Eloqua]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le conoscenze di 23 esperti di Social Media in un unico documento. Da non perdere.
</p>
<p><span id="more-1194"></span></p>
<div style="width: 595px;" id="__ss_8452778"> <strong style="margin: 12px 0px 4px; display: block;" mce_style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="The Social Media ProBook" href="http://www.slideshare.net/Eloqua/the-social-media-probook-8452778" target="_blank" mce_href="http://www.slideshare.net/Eloqua/the-social-media-probook-8452778">The Social Media ProBook</a></strong> <iframe height="497" marginHeight="0" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8452778" frameBorder="0" width="595" marginWidth="0" scrolling="no" mce_src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/8452778"></iframe></p>
<div style="padding: 5px 0px 12px;" mce_style="padding: 5px 0 12px;"> View more presentations from <a href="http://www.slideshare.net/Eloqua" target="_blank" mce_href="http://www.slideshare.net/Eloqua">Eloqua</a> </div>
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