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Usability – tra emozione e efficienza

Sono preferibili le barre di navigazione orizzontali o quelle verticali? Dove posizionare i labels nei forms – sopra il campo di input o a sinistra? Come inserire icone efficienti nel layout ? Se non si è sicuri della riuscita di una bozza grafica, non ci si deve affidare alla propria intuizione: le proprie preferenze e convinzioni non coindidono sempre con quelle degli utenti.

In questi casi studi scientifici possono essere considerati per supportare il designer nelle sue decisioni. Per esempio, i risultati di uno studio di usabilità eseguito dalla Facoltà di Arte di Atlanta (USA) hanno rilevato che

  • il 61% degli utenti preferisce un design senza linee orizzontali anziché una grafica con linee orizzonatali,
  • il 76% preferisce un menu di navigazione posizionato a sinistra piuttosto che destra.

Altri risultati interessanti provengono da uno studio ancora in corso – Fully Personal Interface research, dove ad utenti online viene chiesto la loro preferenza in user interface design:

  • il 73% preferisce labels per campo di input a sinistra
  • l’88% considera alcune icone utili
  • il 62% preferisce una navigazione orizzontale ad una verticale
  • e per il 60% la funzione è più importante della forma.

Altri dati possono essere trovati nel post Web Design: 15 Important Research Findings You Should Know di Jens Meiert, ed anche nella brochure Research-Based Web Design & Usability Guidelines. Alcuni risultati sono banali, ma altri piuttosto sorprendenti.

Certo non si deve sopravvalutare i risultati di questi studi: nell’user interface design solo rarissime volte esistono un si o no deciso.

Ma come sapere se funziona il proprio sito?

Per misurare il comportamento dei visitatori sul proprio sito esistono vari metodi più o meno efficaci e costosi.

Immagine da www.drweb.de
Heatmap – Immagine da www.drweb.de
  • Eyetracking – una tecnologia ormai da tempo usato per la comunicazione print. Oggi viene anche utilizzata per misurare i movimenti degli occhi di una persona mentre visita un determinato sito web. Lo scopo è capire dove l’utente guarda e in che sequenza guarda dove. Con un programma speciale vengono misurati quali punti del sito web sono stati considerati i più interessanti. Alla fine vengono creati delle “heatmaps”, dove le aree più guardate sono segnate in rosso.
  • Google Analytics – un po’ meno efficace ma gratis. Dalle statistiche di Google Analytics – se installato il tracker sul proprio sito – si possono vedere i clicks su tutti i links presenti sul sito stesso. Il periodo può essere liberamente scelto. Esistono anche altri programmi con comportamenti simili come per esempio Clicktracker.
  • Clicktale – questo tool registra ogni movimento di mouse e ogni click effettuato dal visitatore. Alcuni features interessantissimi sono:
    • Guardare filmati delle browsing sessions dei visitatori analizzando i loro comportamenti.
    • Scrolling Heatmaps – visualizzano dove i visitatori guardano e quanto in basso scrollano.
    • Analisi Links – visualizzano qualsiasi interazione, hover, tempi di esitazione ecc.
    • Analisi Forms – scoprono eventuali campi problematici in online forms che potrebbero causare l’abbandono del sito web.
ClickHeat
ClickHeat
  • ClickHeat – una heatmap visuale di clicks sua una pagina HTML, visualizza zone di click “calde” e “fredde”. A differenze degli altri tools si tratta di un progetto open-source in AJAX e può essere installato sul proprio server.

Per concludere una frase di Chaperro, Shaikh, and Baker, 2005:

Il layout di una pagina web (whitespace e layout avanzato dell’header, indents e immagini) potrebbe anche non influire nella performance, ma influirà sulla soddisfazione dell’utente.

1 commento per “Usability – tra emozione e efficienza”

  1. Flor Holland

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